di Mina Barcone

Il mondo del metaldetecting: «Alla ricerca di storia e oggetti preziosi»
BARI – Armati di cercametalli vanno alla ricerca di oggetti preziosi e ricchi di storia. Sono i “metal detectoristi” che è possibile scorgere a volte in campagna o sulle spiagge libere, la mattina presto o all’imbrunire, quando sulla sabbia rimangono pochi asciugamani e ombrelloni. (Vedi foto galleria)

«Gli appassionati si dividono principalmente in due rami - spiega Giovanni Latorre, metal-detectorista tarantino e amministratore della pagina Facebook "Metal detecting Puglia" -. Ci sono quelli che cercano oggetti sulle spiagge e vanno alla ricerca di preziosi come anelli di oro, braccialetti, orecchini persi dai bagnanti e quelli che invece possiamo definire i “cacciatori di storia”, che setacciano il suolo alla ricerca di monete antiche, cimeli bellici o medagliette religiose che i contadini erano soliti lasciare nel terreno per favorire un raccolto fruttuoso».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Entrambe le categorie si servono però dello stesso strumento, il metal detector appunto, che tramite onde elettromagnetiche riesce a individuare un qualsiasi oggetto metallico. Apparecchi il cui prezzo va dai cento euro fino ad arrivare, per i più professionali, ai duemila euro. Solitamente i cercametalli vengono acquistati online, anche se è possibile trovarli in grandi ferramenta, in alcuni negozi di elettronica e in qualche armeria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le ricerche sono semplici da svolgere, si effettuano “spazzolando” la piastra del metal detector direttamente sul terreno. «Si cerca di tenere la piastra il più vicino possibile al suolo - precisa Giovanni - oscillandola da destra verso sinistra e creando una specie di semicerchio». Se nel terreno sottostante si trova un oggetto metallico il metal detector emette un suono. «E a quel punto non si sa se si tratta di un oggetto prezioso o di “spazzatura” - dice Giovanni - anche se nel dubbio sarà sempre meglio scavare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Capita spesso che il cercametalli suoni senza poi trovare nulla di prezioso, antico o curioso, «ma è la ricerca stessa ad affascinare, a prescindere che vada o meno a buon fine», afferma Leonardo, metaldetectorista umbro. «Ricordo ancora l'emozione della mia prima ricerca - dice l’appassionato -. Scelsi un campo molto vasto ideale per fare i primi “esperimenti”. Accendo lo strumento e inizio la ricerca e per i primi 15 minuti non trovo altro che tappi e pezzi di lattine quando a un tratto, vicino ad un albero, sento un segnale molto forte. Decido di scavare con la mia paletta da giardiniere colmo di entusiasmo e curiosità. Man mano il segnale diventa sempre più forte, fino a quando con la punta della paletta tocco qualcosa di duro e pian piano dalla terra emerge qualcosa che sembra un anello. Scavo ancora meglio e capisco che ciò credevo un anello era in realtà il “ponticello” di una pistola, ciò che impedisce di premere il grilletto in maniera accidentale. Era così, avevo trovato una pistola. Subito la mia fantasia si accese: chi poteva averla sepolta lì, un delinquente, un assassino? No, era sicuramente un bambino, perché quando me la ritrovai in mano capii che era solo un’arma giocattolo. Ma non ero deluso, perché per tutti i minuti precedenti il mio cuore aveva battuto all'impazzata, mi ero emozionato».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Quando effettuavo le mie ricerche negli anni 80 - ricorda invece il barese Nico - la mia caparbietà veniva premiata solo poche volte. Di quel periodo conservo un paio di monete e qualche anello di epoca greca e romana, che sono riuscito a scovare tra tanti tappi di birra e chiodi. Nei dintorni di Bari c'erano buone possibilità di ricerca ad Adelfia, Acquaviva, Mola, Ruvo e Canosa. La storia antica è affascinante soprattutto se puoi renderla “viva” con reperti che tu stesso scopri. E comunque se non trovi nulla, puoi sempre accontentarti di essere stato ore nella natura e aver passeggiato per luoghi salubri».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Certo, ci è difficile pensare che chi va in spiaggia alla ricerca di oggetti perduti dai bagnanti sia mosso dalla voglia di storia e avventura. Ma Giovanni precisa: «Anche in quel caso si tratta di un hobby. Chi setaccia le spiagge non parte dall’idea di trovare un tesoro, ma solo di divertirsi. E poi se si trova qualcosa di valore o di antico vanno rispettate le leggi, quindi a dispetto di quello che si può pensare il metaldetecting non fa arricchire nessuno».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché in realtà quando si ritrova un oggetto di valore, come un anello d’oro, bisogna denunciarne il ritrovamento alle autorità e solo se a distanza di un anno il proprietario dell’oggetto non lo reclama se ne potrà entrare legalmente in possesso. Se l’oggetto trovato invece ha più di 50 anni e ha una certa importanza storica, dovrà essere consegnato presso il più vicino ufficio della Sovrintendenza e sarà questo ente a decidere se chi l’ha trovato lo potrà tenere o meno. Inoltre il metal detector non può essere utilizzato nelle aree che presentano dei vincoli archeologici o paesaggistici: in questi luoghi è assolutamente vietato scavare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Purtroppo però - ammette Giovanni - non tutti rispettano queste regole e questo spesso fa passare in cattiva luce tutti i metal detectoristi. E non solo, c’è anche chi il nostro hobby proprio non lo capisce. Mentre si è in spiaggia capita spesso di incontrare il tipo che ti fa cento domande, il tizio che ti porta sfortuna dicendo “non troverai nulla” e la signora che ti domanda: “Perché perdi tempo a tagliare l’erba in spiaggia? ».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui il gruppo facebook del Metaldetecting Puglia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Qui il sito internet dell'Italianmetaldetector.


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