di Gabriella Quercia

L'unico imbalsamatore di Bari: «Così non ci si separa dal proprio animale»
BARI - I precursori furono gli Egiziani, che solevano conservare i corpi di faraoni e regine, per far sì che lo spirito del defunto potesse ricongiungersi al corpo dopo la morte. Parliamo della mummificazione o imbalsamazione, che oggi viene usata principalmente per animali da caccia o domestici, per esporli come trofei o per tenerli vivi nel ricordo dei cari (vedi foto galleria). Abbiamo intervistato il 49enne Michele Liuni, l’unico veterinario e imbalsamatore di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quando ha iniziato a imbalsamare animali?

Ho iniziato quando ero studente presso la facoltà di Medicina Veterinaria di Bari. Nel laboratorio di Patologia Aviare ho cominciato a imbalsamare i primi animali che venivano usati per ricerche scientifiche o per esposizione. Da quando sono in proprio però lavoro principalmente come veterinario e ogni tanto mi capita di fare qualche imbalsamazione, ma da un paio d’anni avviene molto raramente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Chi si rivolge da lei?

Persone comuni che vengono da me per farsi imbalsamare il proprio animale domestico. Spesso si è portati a pensare che siano i cacciatori a ricorrere a questa pratica, ma non è vero. Mi è capitato qualche cacciatore ma in numero nettamente inferiore rispetto a chi ha richiesto la mummificazione del proprio animale defunto. Credo che alla base di questa scelta ci sia il legame affettivo: l’aver condiviso con un cane, un gatto, un passerotto o pappagallo un lungo periodo della propria vita. E in molti rifiutano di separarsene.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come si mummifica un animale?

L’animale viene scuoiato in modo da lasciare solo la pelle e l’interno di essa va trattata con agenti chimici che contrastino la formazione di batteri e di agenti che causerebbero la putrefazione. È fondamentale che rimanga solo la pelle e che vengano tolti il grasso e i fustoli di muscolo. Dopo lo scuoiamento si monta lo scheletro: è un manichino di poliuretano che costituisce l’imbottitura dell’animale. In questo scheletro artificiale vengono poi inseriti dei ferri sui quali viene modellato l’animale. L’imbalsamazione consiste nel sostituire e ricreare lo scheletro, la colonna vertebrale, le zampe e le ali. Poi si cuce e l’animale viene ricomposto nella sua forma originale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quindi, pelle a parte, non resta niente…

Si qualcosa resta: il cranio. È quasi impossibile ricreare la forma data dalla scatola cranica. Ovviamente viene svuotato tutto, si rimuove il cervello, i globi oculari e i muscoli facciali. Il cranio poi viene riempito, mediante un foro effettuato nella zona occipitale, con del das o dell’ovatta. Gli occhi vengono sostituiti con quelli delle bambole, per esempio dei peluche o acquistati da aziende che li producono, anche se la maggior parte di esse ha chiuso. Anche le unghie, i denti o il becco vengono lasciati, perché non sono soggetti a decomposizione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


L’imbalsamazione richiede un lavoro lungo?

Imbalsamare è un’arte e non una pratica e come tutte le arti richiede un’abilità e una manualità non indifferenti. Occorre un tocco delicato, una mano ferma e tanta pazienza e quindi prima di consegnare un lavoro passa molto tempo. Quando lavoravo al laboratorio di Patologia Aviare trascorsi due mesi per imbalsamare un cigno. Poi è chiaro che va anche ricreata una sorta di ambientazione o comunque una riproduzione fedele della vita dell’animale. Per esempio un falco o un’aquila vengono quasi sempre imbalsamati con le ali aperte perché a questi animali è associata la capacità di volare e di essere liberi. E poi la loro apertura alare è decisamente da esposizione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quanto costa?

Il prezzo varia molto in base alla grandezza dell’animale e al tempo di lavorazione. Diciamo che per un animale di taglia media si spendono 400-500 euro, mentre per quelli più grandi si arriva anche a 5-6mila euro. Per esempio imbalsamare un cavallo costa tanto, mentre per un passerotto bastano 30 euro. Ma attenzione, anche mummificare un animale piccolo può essere dispendioso. In un museo europeo mi è capitato di vedere dei colibrì: quelli sono uccelli minuscoli che richiedono un’abilità eccezionale per la loro imbalsamazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Comunque parliamo sempre di animali vero? Nessuno viene da lei per far mummificare un suo famigliare defunto…
 
Certo che no. A parte per papi e qualche dittatore, nessuno lo farebbe. A meno che non vogliate essere come il notaio di un paesino vicino Lecce: si racconta che, nell’800, quest’uomo fosse solito lavorare davanti alla moglie imbalsamata e vestita con l’abito da sposa. Ma all’epoca non credo che la cosa fosse eccezionale o destasse scalpore, anche se è proprio a partire da quel secolo che la nobile arte dell’imbalsamazione è andata via via scomparendo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Gabriella Quercia
Scritto da

Lascia un commento
  • Marco ferraro - Vorrei fare il cane mio
  • Leonilda - Dovrei per favore balzamare un gatto contattatemi grzie mille
  • Irina - Vorrei balsamare il mio cane, non so come conatale con voi?
  • Alessio - Buonasera vorrei imbalsamare la mia iguana non ancora adulta quindi di dimensioni molto grande, più o meno sarà intorno agli 80 cm compresa di coda. Vorrei sapere super giù il prezzo grazie in anticipo
  • Antonio russo - Buonasera,vorrei imbalsamare animali da penna ...germana,pavoncelle,beccacia.ecc...vorrei avere un preventivo
  • Gianfranco - Vorrei imbalsamare il mio cane. Potete contattarmi con la dovuta urgenza? Grazie

Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s.
Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved