di Anna Ilaria Tattoli

Immorali, cinici e stanchi: gli antieroi nuovi protagonisti delle serie tv
Si dice creino addirittura dipendenza. Le serie tv, i cosiddetti "film a puntate", hanno raggiunto ormai un pubblico vastissimo: grazie alla facilità di fruizione (non si guardano solo in tv, ma anche e soprattutto online), alla qualità delle immagini e a trame intriganti e ben scritte, le serie sono riuscite a convincere anche chi ha sempre snobbato i prodotti trasmessi sul piccolo schermo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Film che si stanno evolvendo. Il genere che infatti oggi va per la maggiore è il drama,  che ha superato i vecchi filoni medical (da E.R a Gray’s anatomy o Dr House), legal (da Law e Orden  a Giudice Amy) o i crime (CSI e Criminal Minds fra tutti) considerati ormai antiquati e i cui protagonisti non rispecchiano più il nuovo modello di personaggio seriale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Drama  significa soprattutto recitazione e non necessariamente "tragedia" come invece viene spesso tradotto: l’innovazione nei nuovi show sta proprio nella scrittura e nell’interpretazione, quasi teatrale, di personaggi dalle mille sfaccettature, che contengono in sé ogni contraddizione del genere umano. Sul piccolo schermo adesso ci sono persone reali e quindi incoerenti per natura. Nei drama i personaggi principali sono quasi tutti degli “antieroi” mai scontati, ma anzi ambigui e immorali. La star dei serial non rappresenta  più il paladino tradizionale o il bene assoluto, rassicurante e affabile,  ma è cinico, spietato, oscuro. In più sorride poco, ha la pelle rovinata, le maglie sgualcite, gli occhi stanchi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La serie tv americana che rispecchia a pieno il modello di drama è senza ombra di dubbio Breaking Bad. Il personaggio principale è Walter White, interpretato da Bryan Cranston (nella foto con Kevin Spacey e Matthew Mcconaughey) , un mediocre professore di chimica che scopre di avere un cancro e decide, con un suo indisciplinato ex studente, di produrre e spacciare metanfetamina blu per lasciare soldi in eredità ai parenti. White è l’antieroe per eccellenza: la sua è sì una scalata al racket della droga ma anche un viaggio nell’autocoscienza. Da anonimo insegnante si trasforma, lentamente, in uno spietato killer che scioglie nell’acido gangster e fa saltare in aria anziani messicani in sedia a rotelle soprattutto per autocompiacimento e per "provare quel brivido" che la sua ex vita ordinaria non gli aveva mai fatto provare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In House of cards invece Frank Underwood è un moderno Bel Amì di Maupassant: non ha scrupoli e sensi di colpa e usa tutti i mezzi a sua disposizione (per lo più illegali e immorali) al fine di scalare la Casa Bianca e diventare Presidente degli Stati Uniti d’America. In questo caso è stata anche l’indiscussa bravura del premio Oscar Kevin Spacey ad aver contribuito al successo della serie e aver reso Frank probabilmente il personaggio più controverso e ambiguo dei serial: onesto, integro e democratico per gli elettori ma corrotto, vizioso e tiranno  per i telespettatori.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Altra serie, altro attore da Oscar. In True Detective Matthew McConaughey  interpreta Rustin Cohle, un poliziotto alla caccia di un serial killer in Louisiana, in compagnia di un partner che è il suo opposto. Le vite dei detective vengono raccontate magistralmente. Sin dal primo momento s’intuisce che quegli uomini a caccia di indizi nascondono  dolori e segreti: indagano su un omicida, ma soprattutto dentro sè stessi.  Tra teorie nichiliste, dialoghi ispirati a “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche, lattine di birra dozzinale svuotate, sigarette consumate e acqua di palude, i due protagonisti si muovono in un ambiente malsano e trasmettono allo spettatore un senso di solitudine difficile da ritrovare sul piccolo schermo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il "filone del reale" e quindi del drama inteso come rappresentazione della quotidianità e di tutte le sue sfaccettature, è presente anche nelle comedy , dove niente è più "rosa e fiori". In Girls quattro ventenni imperfette vivono nella stessa New York di Sex and City ma sono squattrinate, sfortunate e persino bruttine. In Modern Family si raccontano le abitudini di tre famiglie fuori dai comuni stereotipi televisivi (una è composta da una coppia di novelli sposi omosessuali, un’altra da un anziano benestante e una donna immigrata molto più giovane) e le storie sono girate come in documentario, con testimonianze dirette e riprese sporche e traballanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche le serie italiane hanno cavalcato l’onda del serial drama americano. Con Romanzo Criminale, Gomorra e l’ultima arrivata, 1992, hanno ottenuto successi di pubblico e critica. Seppur romanzate tutte e tre le serie raccontano la malavita italiana: Romanzo Criminale si occupa di quella romana, Gomorra della napoletana e 1992 di quella milanese,  nello specifico narrando la corruzione ai tempi di Tangentopoli. Ma è soprattutto in Gomorra (l’unica serie italiana finora comprata e apprezzata anche all’estero) che non esistono buoni: non c’è nessuno che si contrappone al male generale, la Polizia è totalmente assente e i protagonisti sembrano del tutto privi di sentimenti, di pietà e di moralità.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per concludere, a differenza di "vecchie glorie" come Lost o Dexter, le serie tv di oggi non usano più il vecchio trucco di "gettare nel minestrone" quanti più ingredienti per tenere il telespettatore incollato allo schermo, in trepidante attesa di un nuovo episodio. I nuovi drama puntano alla qualità, sia nelle storie che nelle immagini, ma riescono comunque a incantare gli estimatori delle serie, attratti da personaggi "semplicemente complessi" e da storie ben scritte.

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