di Salvatore Schirone

In 1200 firmano contro l'ecomostro del porto: «Ma i lavori andranno avanti»
BARI - Sono 22 le associazioni che ieri alle 18.30 in via Filioli 28, a Bari Vecchia, hanno firmato la lettera che accompagnerà le 1200 firme apposte dai cittadini (nella foto) che da giorni protestano per fermare la costruzione della palazzina di 12 metri che sta sorgendo nell'area demaniale del porto a 50 metri dal Castello Svevo, considerata un nuovo ecomostro, una saracinesca che andrebbe ancor di più ad allontanare i baresi dal proprio mare oltre che uno spreco di risorse pubbliche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’edificio andrebbe ad ospitare gli uffici del Provveditorato alle Opere pubbliche di Puglia e Basilicata che dipendono dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che ora sono ubicati al primo piano del palazzo della Presidenza della Regione Puglia in via Dalmazia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nella lettera indirizzata al sindaco di Bari Antonio Decaro, al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e ai ministeri delle Infrastrutture e a quello dell’Ambiente, si chiede “la sospensione immediata dei lavori e l’altrettanto immediata istituzione di un tavolo di concertazione fra gli enti pubblici, con convocazione di una nuova conferenza di servizi per individuare soluzioni alternative che garantiscano la tutela del paesaggio e dei fondamentali valori ambientali, storici, architettonici, culturali ed identitari della collettività”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma il Provveditorato non ci sta. «Un'esagerazione parlare di ecomostro, di saracinesca sul mare e di pineta distrutta»,  dichiara proprio colui che andrà ad “abitare” quella palazzina, il provveditore Francesco Musci. (Vedi video). «La palazzina – continua Musci -  sta sorgendo sul vecchio campo da tennis, nessun pino è stato abbattuto, tranne qualche piccola pianta e soprattutto la nuova ala dell'edificio è all'interno di una grande area verde che da sempre occulta la vista del mare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«E anche volendo non possiamo arbitrariamente fermare i lavori perché non potremmo giustificare un solo euro di spesa per l'interruzione», sottolinea il provveditore, ricordando come la decisione della costruzione sia stata presa sulla base della conferenza dei servizi svoltasi il 30 giugno 2010, nella quale tutti gli enti interessati, compresi Comune e Regione, diedero parere favorevole.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui il testo integrale della lettera:

Il video del nostro incontro con Francesco Musci (di Carlo Gelardi):


 


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  • Andrea - è vero che la palazzina sta sorgendo sul vecchio campo da tennis ma lo stesso era circondato da una macchia verde decennale, da dracene e da alcuni alberi che sono stati espiantati ma dei quali conserviamo foto; il provveditore dichiara la sua insensibilità verso l'ambiente ed il verde parlando di "qualche piccola pianta"; e poi lo invito ad affacciarsi sulla banchina o all'angolo del castello così potrà vedere con i suoi occhi, se vogliono vedere, cosa oggi i cittadini ed i turisti riescono ancora a vedere; la palazzina occulterà la vista del mare, del faro e delle navi nel porto, vista di cui il provveditore godrà dal suo nuovo ufficio. Ci sono problemi a giustificare " un solo euro di spesa per l'interruzione"? Non sono soldi pubblici quelli spesi per i lavori dispendiosissimi di costruzione delle fondamenta con pali infilati per dieci metri nel mare? Qui non ci sono stati problemi a giustificare questo enorme spreco di denaro pubblico!!! Chi vigila su come vengono spesi i soldi pubblici?


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