di Vincenzo Drago

Antonio Caprarica: «Food, Fashion, Ferrari. Così ci vedono gli inglesi»
MOLFETTA -  Ascoltandolo in tv, Londra sembra essere il suo habitat naturale, ma nelle sue vene scorre sangue assolutamente pugliese. È il ritratto di Antonio Caprarica, cronista di punta della sede Rai in terra britannica, noto al pubblico televisivo soprattutto per essere il "tuttologo" della Gran Bretagna e dei segreti di casa Windsor. L'inviato leccese si è raccontato sabato scorso a Molfetta, dove ha ricevuto il premio giornalistico "Leonardo Azzarita".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Cosa pensano gli inglesi degli italiani? È questa la domanda che mi fanno tutti - ha svelato il corrispondente  - e io rispondo con tre "effe": food, fashion e Ferrari, cioè cibo, moda e Ferrari. Tre elementi che indicano l'arte tutta nostra di godersi la vita, invidiatissima al di là della Manica, anche se ci porta spesso a spendere più del dovuto. Sappiate però che a loro non passerebbe mai in testa di chiedersi cosa pensiamo noi di loro: interessarsi dell'opinione di altri popoli è tipico del Belpaese».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E Caprarica di stile se intende, visto che grazie ad una voce inconfondibile e al suo portamento impeccabile (nota è la sua passione per le cravatte) è diventato un vero "lord" del piccolo schermo. «Raccontare il mondo a un Paese campanilista come l'Italia è un compito prezioso, per poter apprendere il meglio dalle altre nazioni. Come tutti i miei colleghi - ha incalzato il reporter - non pretendo di trasmettere verità assolute ma di dare al telespettatore gli strumenti per crearsene una propria».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Parole di uno che il mondo lo ha girato in lungo e in largo, incontrando gente del calibro di Gorbaciov e Elisabetta II. Eppure da giovane mai avrebbe pronosticato simili incontri: «Da ragazzo ho frequentato la facoltà di Filosofia, non volevo fare il giornalista. Ma la voglia di conoscere, sia mia, sia quella dei lettori, mi ha portato sulla strada giusta. Ricordo ancora i miei primi servizi da Montecitorio, un luogo che sembra lontano dagli italiani tanto quanto l'Iraq».  

E a proposito di politica, “Ci vorrebbe una Thatcher” è il suo ultimo libro che indica chiaramente la sua idea per risollevarsi dalla crisi. «Mi laureai con una tesi su Adam Smith, il primo teorico della moderna società capitalistica – ricorda. Oggi servirebbe il liberismo portato avanti dalla Lady di ferro, del resto una donna non diventa leader dei Conservatori, il partito più maschilista al mondo, senza una grande determinazione come quella della Thatcher negli anni 80».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Difficile immaginare un Caprarica senza giacca e cravatta. Ma quando torna a casa, nella sua Puglia, mette via l'abito buono e si dimostra amante della buona tavola. «Una volta ho pranzato a Buckingham Palace - ha concluso scherzando - vi posso dire con sicurezza che il cibo della corona britannica non batterà mai la cucina pugliese».


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Vincenzo Drago
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  • Imprecisione - In vero Caprarica ha parlato di quattro effe, manca footbal. Va beh, si sarà distratto nel magnifico auditorium del Museo Diocesano di Molfetta.


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