di Eloisa Diomede

Policlinico di Bari, scoperta una nuova allergia: quella a finocchio, sedano e carota
BARI - Una nuova allergia dovuta a insospettabili prodotti alla base della dieta mediterranea. É quanto è stato scoperto al Policlinico di Bari, dove una ricerca ha rivelato l'esistenza di una risposta avversa del sistema immunitario alle Apiaceae: si tratta di una famiglia di piante che comprende alimenti di uso comune come carota, sedano, prezzemolo e soprattutto il finocchio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un problema per molti baresi, visto che queste verdure da sempre compongono il cosiddetto sopatàuue (“sopratavola”): un piatto di “crudités” presente dall'inizio alla fine dei grandi pasti, che funge sia da contorno che da ornamento.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La malattia è stata diagnosticata ma è ancora in fase di studio nel laboratorio di allergologia e immunologia clinica diretto dal professor Luigi Macchia: è lui a spiegarci i segreti di questa anomala reazione di molti pazienti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come vi siete accorti dell'esistenza dell’allergia?

Dall'osservazione, come quasi sempre avviene nella scienza. Abbiamo infatti avuto a che fare con diverse persone colpite da orticaria e prurito alla bocca, sintomi tipici delle allergie alimentari. E negli anni, attraverso opportune diagnosi, siamo riusciti a collegarli all'ingestione di queste verdure.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il sintomo prevalente è quindi il prurito?

Sì, di solito hanno effetti poco gravi, ma fa eccezione il finocchio: provoca maggiori fastidi e a volte porta persino a shock anafilattici, cioè a improvvise e violente reazioni all'allergene. In questi casi noi somministriamo adrenalina, mentre per le manifestazioni più blande basta un antistaminico o al massimo un cortisonico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Si tratta di una patologia molto diffusa?

Decisamente, stando a quanto analizzato sui nostri pazienti. Tra quelli risultati positivi a test allergologici addirittura uno su tre è risultato intollerante a un tipo di Apiaceae.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il che non è una bella notizia, soprattutto pensando alle nostre abitudini a tavola...

Già, perchè a differenza di quanto accade nel resto dell'Europa cibi del genere sono largamente impiegati in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno. E come se non bastasse, vengono spesso consumati crudi. Si fa così a meno della cottura, processo che ridurrebbe la loro potenziale pericolosità.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Può essere utile limitarne le quantità ingerite?

No, i soggetti interessati devono eliminarne completamente l'assunzione. Anche perchè al momento non disponiamo di un vaccino che possa contrastare l'anomalia. Dovremmo prender spunto dagli Stati Uniti, dove hanno cominciato a sperimentare una soluzione simile per le arachidi, ampiamente diffuse nell'alimentazione americana.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come si sviluppa questo problema?

Allo stesso modo di tutte le altre allergie. Non si nasce con un'intolleranza, la si acquisisce nel corso nella crescita attraverso l'esposizione a una determinata sostanza. E una volta comparsa, non va più via.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Foto di Challiyan

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Eloisa Diomede
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martedì 25 settembre 2018
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