di Adele D'Amico

Bari, rione Madonnella: che fine ha fatto l'antica immagine della Vergine?
BARI – “A ricordo dell’anno mariano, questa immagine della Madonnella, da oltre duecento anni qui venerata, torna al suo antico posto in nuovo splendore d’arte”. Così recita l’iscrizione presente sull’edicola votiva in pietra che domina dall’alto di una gradinata piazza Carabellese, fulcro del quartiere Madonnella di Bari. Un rione che deve il suo nome proprio al ritratto della Vergine con Bambino, adorato sin dall’800, quando questa parte di città doveva ancora svilupparsi.

In realtà non tutti sanno che quella che è possibile ammirare oggi non è l’icona originale, ma una copia a mosaico policroma posta sulla piazza nel 1956, data anche riportata in numeri romani sul monumento.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma perché il quadro antico fu sostituito e dove si trova ora? Questa è una domanda a cui risulta difficile rispondere, visto che la “vera” Madonna è di fatto sparita.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Facciamo un passo indietro. La leggenda vuole che la figura sacra (realizzata in terracotta) sia stata trovata in una villa presente in questa zona, un tempo immersa nella campagna. Fu in seguito posta in una piccola nicchia nel punto in cui oggi piazza Carabellese assume la denominazione di via Vallona, per essere poi inglobata nel Novecento nel muro di cinta del villino della clinica D’Erchia. (Vedi foto galleria)

Il bassorilievo è rimasto in quel punto fino all’immediato Dopoguerra, periodo in cui, secondo lo storico Vito Melchiorre, “la villetta venne demolita e con essa la piccola edicola”. Questa affermazione la si legge nel libro “Bari”, lì dove è stampata anche una foto della vecchia icona.

In effetti ora al posto della clinica sorge un alto palazzo moderno e dell’antica Vergine non c’è più traccia. Eppure basta farsi un giro per le viuzze del quartiere per capire come i suoi abitanti rifiutino categoricamente l’idea che la “loro” Madonna non esista più. 

«Il vecchio bassorilievo non fu distrutto ma asportato e posto vicino alla scala della scuola Balilla - afferma il 50enne Domenico, gestore tra l’altro della pagina facebook “Rione Madonnella” -. Dopodiché finì con tutta probabilità nella casa di qualche devoto».


«No – ribatte il pensionato Gaetano – la Madonnina è conservata all’interno dello stesso monumento che contiene quella moderna». «Macchè – incalza la 57enne Laura – l’immagine fu trafugata da coloro che lavorarono alla demolizione della villa».

«Vi dico io la verità – conclude il 39enne Antonio, dipendente della circoscrizione -: l’icona venne affidata in custodia a un prete della Cattedrale, lì dove si trova lì ancora oggi. L’architetto Arturo Cucciolla, che si è occupato del rifacimento di piazza Carabellese, fece anche richiesta di visionarla ma non gli fu dato il permesso».

Insomma, ogni residente ha la sua versione dei fatti. Ma su una cosa sono tutti concordi: la Madonna non è andata distrutta, ma si troverebbe in qualche luogo di Bari, conservata gelosamente da un nuovo “proprietario”.

Per fare chiarezza abbiamo chiesto proprio a Cucciolla quanto ci sia di vero nella storia del prete. «Non ho mai chiesto a un prelato di visionare l’immagine – ci dice però l’architetto – anche perché da quello che so se n’è persa traccia da decenni».

Anche il parroco della Cattedrale, don Franco Lanzolla, smentisce che all’interno dell’edificio religioso sia conservata l’icona. «Non mi risulta una cosa del genere – ci risponde - provate magari a chiedere al Museo Diocesano». Ma nemmeno qui sanno dirci nulla riguardo a questa leggendaria figura che di certo non è presente tra le opere esposte nella pinacoteca.

E allora? Sarà anche vero che “voce di popolo è voce di Dio”, ma ad oggi l’ipotesi più plausibile riguardo la fine dell’antica edicola rimane quella di Melchiorre.

Da parte loro gli abitanti della Madonnella continueranno a rifiutare l’idea che il simbolo del loro quartiere sia stato ridotto in cenere. Del resto si tratta di un ritratto che, come riferisce lo storico, “formò oggetto per lunghissimo tempo di devote cure da parte dei fedeli, che non mancavano di soffermarsi lì davanti a recitare una preghiera, a deporre qualche fiore ed ad accendere ceri sul cancelletto di protezione”.

Ciò che i baresi fanno ancora oggi, davanti però a un’immagine magari più bella, ma creata solo una sessantina di anni fa.

(Vedi galleria fotografica)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Adele D'Amico
Scritto da
mercoledì 6 giugno 2018
Lascia un commento

Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s., Via Fiume 18/20
70127 Bari (BA) - Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved