di Ilaria Palumbo

La Bari che non ti aspetti: in una cava al confine con Bitritto c'è un lago nascosto
BARI – La si vede chiaramente navigando su Google maps: una chiazza verde dai bordi irregolari e frastagliati che appare in una zona di campagna compresa tra Bari, Bitritto e Ceglie del Campo, a un paio di chilometri dallo stadio. Ciò di cui stiamo parlando è un lago nascosto all’interno di una cava di estrazione di calcare: un grande specchio d’acqua circondato da alte pareti rocciose e da macchia mediterranea. (Vedi foto galleria)

Per raggiungerlo bisogna imboccare dal San Nicola strada Rurale Tresca. Dopo 1,2 chilometri, superato l’incrocio con strada Modugno Ceglie del Campo, basta percorrere altri 250 metri per arrivare a destinazione, in località “Piantate”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci ritroviamo sulla destra un massiccio muro di cinta, sul quale svetta il cartello di un’impresa che ha esercitato in questa zona attività estrattiva fino al 2011, ma che al telefono tiene a precisare che è estranea e non proprietaria della parte di cava occupata dal “lago”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La cava comunque sembra inattiva, anche se come detto è circondata da un’alta protezione che non ci permette di entrare. Ma non ci diamo per vinti: salendo su un muretto più basso riusciamo a sporgerci sul sito.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ed ecco che a una decina di metri sotto di noi si apre un  panorama tanto insolito quanto mozzafiato: una conca d’acqua di colore turchese scuro si staglia al centro di un “canyon” di pietra calcarea. La roccia è formata da sedimenti argillosi e sabbiosi ed è capeggiata da una folta e lussureggiante vegetazione disposta sinuosamente sui gradoni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A farla da padrone è chiaramente l’inedito lago, sulla cui superficie calma e piatta si riflette il sole, creando particolari giochi di luci e colori. Avvolti da un rilassante silenzio seguiamo con la vista il “movimento” delle pareti rocciose, riuscendo a scorgere alcuni sentieri che si inoltrano dall’alto per arrivare sul fondo, impreziositi nel loro percorso da arbusti di colore verde scuro e da fiorellini gialli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


“Passeggiando” sul muretto ci poniamo su un altro lato della cava, lì dove è presente un grande macchinario, forse utilizzato per le estrazioni. A questo punto scendiamo e proprio in quel momento incrociamo un signore di passaggio. «Abito in questa zona – ci dice – e dalla mia casa riesco a godere di tutto il paesaggio. Peccato che non sia mai riuscito ad avvicinarmi al lago: sono almeno trent’anni che ci provo ma l’accesso è stato sempre off-limits. Pensate che in primavera vengono addirittura a svernare le cicogne».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come si è formato questo particolare bacino? Come quello di Modugno, di cui vi abbiamo parlato tempo fa, anche questo sarebbe il frutto della mano dell’uomo unita alla peculiare conformazione del suolo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«L’acqua potrebbe essere stata raccolta lì in quanto necessaria all’attività industriale - ci informa il geologo Vito Pellegrini – ma poi non è chiaro come abbia fatto a non evaporare nel corso del tempo. Se la cava non è in funzione il “lago” potrebbe essere il risultato dell’azione della pioggia unita a una possibile falda sotterranea, trattenuta in superficie grazie a uno strato impermeabile presente nel sottosuolo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quale sia la sua origine, comunque, questa conca rappresenta uno “spettacolo”: un luogo dove acqua, fiori, verde e roccia si uniscono per andare a creare un panorama più unico che raro nel territorio barese.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Gennaro Gargiulo e Francesco Cocco)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Ilaria Palumbo
Scritto da
martedì 8 maggio 2018
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  • Domenico - Ne sono a conoscenza da una ventina d'anni noi esploravamo tutte le campagne circostanti e scendendo in questa cava c'era questo laghetto che ospitava varie forme di vita tra cui rane libellula etc non.pensavo ci fosse ancora che nostalgia
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  • Daniele - Buonasera, non è possibile avere la posizione precisa del posto? Intendo tramite link, via email. Grazie
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