di Mariavittoria Scoditti Epicoco

Il pino di Carrassi e il leccio di Carbonara: ecco i due alberi monumentali di Bari
BARI – Enormi, alti e sempreverdi, da 150 anni resistono sorprendentemente all’edificazione di palazzi e strade. Parliamo dei due alberi che la città di Bari ha riconosciuto come “monumentali”, degni quindi di tutela per via della loro età e dimensione. Il primo è un pino che si trova nel rione Carrassi, il secondo è un leccio posto nel giardino interno di una scuola di Carbonara.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Entrambi sono infatti stati classificati in base a quanto prescritto dalla legge n.10 del 14 gennaio 2013, che prevede la salvaguardia degli alberi monumentali. Di questa norma ci eravamo occupati nel 2014, quando ne avevamo denunciato la mancata attuazione da parte del Comune, che all’epoca non aveva ancora effettuato il previsto censimento dei fusti secolari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel luglio del 2016 l’amministrazione ha finalmente reso pubblico l’elenco dei “colossi” baresi. Sono come detto due e a parere Pietro Medagli, professore di Botanica presso l’Università del Salento, sarebbero stati piantati a pochi di anni di distanza l’uno dall’altro. L’esperto indica in 150 anni l’età presumibile degli arbusti, pur tenendo a precisare come «sia molto difficile essere precisi sulla datazione».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Siamo quindi andati a fare la loro conoscenza. (Vedi foto galleria)

Il primo si staglia lungo corso Alcide de Gasperi. Venendo dal centro, una volta superato viale Kennedy, ci ritroviamo l’albero sulla sinistra, all’incrocio con via Ugo la Malfa. Qui infatti è presente un piccolo appezzamento di terreno circoscritto da un basso muretto in cemento che racchiude il nostro monumentale: un pino dalle ampie fronde che si erge maestoso diffondendo la sua lunga ombra sulla strada.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Del resto si tratta di una pianta con una circonferenza di 580 centimetri e un’altezza di 13 metri. Il suo grande tronco si dirama in tre imponenti fusti che con i loro fitti aghi dal verde intenso quasi raggiungono i tetti dei palazzi costruiti tutt’intorno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Notiamo però come uno dei rami risulti amputato. Il motivo ce lo spiega Antonio, 60enne gestore del bar ubicato di fronte. «Una ventina d’anni fa durante una forte nevicata quel ramo si spezzò e cadde per strada – ricorda l’uomo -. Questo incidente non ha però scalfito la sua imponenza: ancora oggi ci sono banbini che vi si arrampicano e ragazzini che si scambiano baci sotto la sua folta chioma».

Salutiamo il nostro pino e andiamo a visitare l’altro albero monumentale. Proseguiamo quindi su corso Alcide de Gasperi e dopo aver superato le ville in stile liberty presenti su questa via, arriviamo in piazza Umberto I, a Carbonara. Da qui parte via Vittorio Veneto, lì dove dopo una curva si trova un grande edificio rosso: è la scuola primaria Armando Diaz, il cui cortile interno nasconde il secondo “guardiano”.

Si tratta di un leccio alto 12 metri e della circonferenza di 215 centimetri. Il tronco coriaceo, di color marrone scuro, dà vita a foltissimi rami  con foglie piccole e spesse di colore verde petrolio. Il suo riposo è però meno confortevole di quanto avessimo auspicato: la pianta infatti risulta completamente circondata dall’istituto e va a cozzare con finestre e scale.

Il sempreverde è insomma cresciuto più di quanto avessero previsto nel 1913 coloro che eressero la Diaz, sul suolo in cui in precedenza sorgeva un convento del 600.  L’albero gode comunque di buona salute, continuando, anno dopo anno, a dare il benvenuto ai bimbi che entrano chiassosi a scuola.

(Vedi galleria fotografica di Antonio Caradonna)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Mariavittoria Scoditti Epicoco
Scritto da
mercoledì 3 gennaio 2018
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  • dario - Altro albero monumentale è il colossale Eucalipto, di guardia all'ingresso dell'ex centrale del latte, in via Orazio Flacco. Forse non inserito nell'elenco perché troppo recente o perché specie alloctona. Un paio d'anni fa eliminarono un esemplare leggermente più piccolo posizionato sul lato opposto della strada. Spero che a questo gigante non debba mai capitare lo stesso destino.
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  • RICCARDO - Cari amici, nell’ex Ospedale Militare, sempre zona Carbonara Carrassi, vi è una magnolia monumentale di almeno 2 secoli che dovrebbe essere patrimonio dell’Unesco. Purtroppo hanno distrutto una struttura che aveva scopo preciso di esistere, ormai in preda a tossici, topi, pipistrelli, vandali di ogni specie. E’ uno schiaffo alla città che dovrebbe riappropriarsi del luogo e trasformarlo in qualcosa di socialmente utile.
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