di Luca Carofiglio

Villa, discoteca, casa d'incontri: a San Giorgio rivive il ''palazzo degli spiriti''
BARI – E’ impossibile non notarlo, visto che si trova sull’unica strada che permette da Bari l’accesso a San Giorgio, località sul mare a sud del centro cittadino. Parliamo del cosiddetto “palazzo degli spiriti”, una villa in stile liberty di colore giallo ocra risalente agli anni 30 del Novecento. (Vedi foto galleria)

Sì, spiriti, perché sull’edificio aleggiano da decenni storie di fantasmi, di suicidi, di maledizioni. Tanto che da trent’anni a questa parte la costruzione è rimasta abbandonata, ritenuta troppo “spaventosa” per essere abitata. Ma qualche anno fa un architetto di Canosa, ignorando le strane voci, l’ha rilevata e dopo una lunga ristrutturazione ci è andato da poco a vivere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una “benedizione” per l’immobile, che in passato fu anche adibito a “discoteca”, ospitando tra le sue mura eroi nazional popolari  quali Pippo Baudo, i Pooh e Orietta Berti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Siamo andati a visitare la villa situata su via Comunale San Giorgio, che permette l’ingresso a strada della Marina, il lungomare della località. L’edificio si trova ad angolo, nei pressi di Cala Pantano, la “foce” di Lama San Giorgio, lì dove nel 1087 sbarcarono i marinai con le spoglie di San Nicola.

Il palazzo si presenta su due piani ed è caratterizzato per una scala monumentale che dà accesso all’entrata ad arco. La parte superiore è circondata da un terrazzino da cui si innalza un torrino belvedere che presenta su ognuno dei quattro lati tre finestre. Tutt’intorno all’immobile si trova un ampio giardino ora ancora occupato da attrezzi da lavoro, al centro del quale si erge lo scheletro di una fontana.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta quindi di un classico esempio di struttura in stile liberty, che a differenza di quelli presenti ad esempio in corso Alcide de Gasperi, ha il grande vantaggio di affacciarsi sul mare. 

E’ un vero peccato quindi che sia stata abbandonata per così tanto tempo, ma del resto qui  a San Giorgio ne sono certi: lì dentro ci sono i fantasmi. «E’ una storia di cui sento parlare sin da quando ero piccolino - afferma Giovanni, un 59enne pescatore che ha il suo gozzo ormeggiato nel “pantano” -. I miei genitori me la ripetevano sempre. Al suo interno aleggia lo spirito di una persona che si impiccò tra quelle mura».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Gli fa eco il 40enne Mimmo, che rincara addirittura la dose. «Vivo da queste parti da trent’anni – ci dice – e da bambini avevamo il terrore che il pallone finisse nei pressi del “palazzo”. Nessuno si voleva avvicinare perché si diceva che in passato alcuni abitanti fossero morti in circostanze misteriose. E poi succedevano cose strane: vestiti che si scorgevano dalle finestre, luci e grida improvvise».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Forse quest’ultima storia non è proprio campata in aria. C’è chi dice infatti che in passato la casa fosse usata per incontri amorosi segreti a lume di candela.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Fantasmi, leggende e suicidi che sia, il signor Antonio Casamassima non si è lasciato intimidire da queste storie e anni fa ha comprato il palazzo. «Io e mia moglie – ci racconta – siamo gli attuali proprietari dell’edificio. Lo notai durante una passeggiata e da quel momento ho sognato di svegliarmi ogni mattina mirando il mare dalle finestre».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E gli spiriti? «Non ne ho paura – sottolinea l’architetto -. Penso che la forza dello Spirito Santo sia al di sopra di qualsiasi maleficio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Antonio a questo punto ci racconta la storia della villa. «Fu costruita tra il 1930 e il 1935 come residenza estiva da un certo Volpe, notaio triggianese, che la intestò alla moglia Maria Natale, una nobildonna – ci svela -. Ma la signora morì improvvisamente e la proprietà passò ai suoi quattro figli». 

La costruzione sarebbe stata così “inaugurata” con un decesso: si comprendono allora le voci di cadaveri e fantasmi. «In più – continua Casamassima – durante la Seconda guerra mondiale venne requisita dalle truppe Alleate, diventando una base militare. Finito il confilitto i possessori furono costretti a venderla, visto che oramai era ridotta a un rudere e da quel momento fu praticamente abbandonato».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Inutilizzata per due decadi, la struttura ebbe però una seconda chance negli anni 70, quando risorse come discoteca. «Sì chiamava la “Pagoda” – conferma Antonio – e oltre a serate danzanti ospitava cantanti e personaggi famosi. Qui fecero della comparsate i Pooh, Pippo Baudo e Orietta Berti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il successo durò tre o quattro estati, fin quando dopo un ulteriore passaggio di proprietà l’edificio venne ancora una volta dimenticato, accompagnato solo dall’eco delle leggende che l’avevano contraddistinto fino a quel  momento.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma ora per il “palazzo degli spiriti” si prospetta però una nuova vita. «Dopo così tanti sacrifici compiuti affinchè questo rudere tornasse ai fasti di un tempo, mi aspetto solo un ritorno di “positività”», conclude Antonio. I fantasmi insomma, sono avvisati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Luca Carofiglio
Scritto da
giovedì 5 ottobre 2017
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  • antonio mauro casamassima - Con rammarico e per personale senso dell'etica, scrivo per prendere le distanze dalla maggior parte delle affermazioni riportate in questo articolo, in quanto palesemente difformi alle 'fugaci considerazioni' da me ottenute subdolamente a mezzo telefono ed sms.. La considerazione che avevo per 'Barinedita', la sana passione che ritenevo fosse dedicata alla riscoperta dei capisaldi della storia di questi luoghi, mi aveva convinto ad accettare l'invito a parlare della Villa a San Giorgio, incrocio personale tra una grande passione (l'architettura) e la mia vita. Neanche la domanda sciocca rivoltami sulla paura dei fantasmi mi ha lasciato presagire le intenzioni che il suo articolo ha poi rivelato. Chiaramente la delusione per quanto riportato è stata così grande da indurmi adesso a tentare di elencarne di seguito i motivi, al solo scopo di stimolare modi e percorsi di ricerca alternativi a quello qui utilizzato, finalizzati alla costruzione di contenuti, magari di 'interesse collettivo'. Estrema superficialità nell'approvvigionamento delle notizie: impensabile impostare un articolo sulle dicerie trasferite (ed immagino in che modo visto il metodo utilizzato con il sottoscritto); le dichiarazioni andrebbero sempre 'incrociate' con i dati certi, che vanno soltanto cercati (con un pò di buona volontà) nelle sedi appropriate. Il sensazionalismo che a tutti i costi ha voluto costruire, da un lato è vero come dice lei che le fornisce interesse e quindi la possibilità di cavalcare un'onda, ma dall'altro ha ricadute sulla collettività di cui presto, le auguro, potrà rendersi conto. Impensabile prima d'ora pensare che qualcuno potesse riuscire a trasfigurare il racconto (strappato ad un anziano proprietario) di una storia d'amore 'tenerissima' avuta in gioventù, racconto a me donato con la volontà di dare una spiegazione (liberatoria) alle dicerie di pescatori sui lumini visti dal mare, accesi nella notte, attraverso l'ampia vetrata. Quale animo può trasformare questa storia in una ... casa di appuntamenti? Lo stesso dicasi per le origini del fabbricato realizzato a cura della famiglia del notaio Volpe di Triggiano, committenza illuminata che lascia 'parlare' di sè all' l'architettura di questa costruzione: posizione rispetto al mare, esposizione rispetto all'irraggiamento solare ed alla sua ventilazione, legame con la tradizione e quindi con il mito (mensole del balcone raffiguranti il lupo e la volpe con lo sguardo rivolto al sorgere ed al tramontare del sole) e con la fede (angeli ai lati della vetrata centrale accompagnano lo sguardo rivolto al mare). Non c'è tragedia che io sappia nella morte della nobildonna Natale Maria, ma c'è solo traccia attraverso gli atti notarili, della perdita di una mamma e del naturale trasferimento di proprietà al papà ed ai figli, trasferimento dal quale si evince peraltro per la prima volta la presenza della costruzione su quel terreno.
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