di Katia Moro

Bari, “riapre” la storica Latteria Principe: diventerà un caffè letterario
BARI – “Latteria Principe”. Ancora oggi a Bari una donna con un seno molto prosperoso viene appellata così, con il nome di un locale: quello che per ottant’anni ha fornito prima latte e formaggi e poi panna e gelati a un’intera zona, situata al confine tra l’elegante quartiere Umbertino e il popolare rione Madonnella.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un negozio diventato punto di riferimento della città, che tre anni fa a causa della crisi economica e di un evidente calo degli affari ha dovuto chiudere per sempre i battenti.  Le sue serrande si trovano ancora oggi ai piedi di un palazzone di epoca fascista giallo con balconate blu ad angolo tra via Cardassi e via Abbrescia. (Vedi foto galleria)

Saracinesche che però negli ultimi tempi hanno cominciato a rialzarsi. Il 44enne Arcangelo Licinio e il 51enne Antonio De Mattia, gestori dell’attigua libreria Zaum, hanno infatti deciso di ampliare la propria attività trasferendosi nei locali della storica latteria. L’idea è quella di dar vita a un caffè letterario che unisca alla vendita dei libri l’offerta di un punto di ristorazione. Si chiamerà “Prinz Zaum” (“Principe Zaum” in tedesco)

Certo, niente a che vedere con mozzarelle e burrate, ma come afferma il 74enne giornalaio dirimpettaio Stefano Colella, «dopo tante chiusure di piccoli esercizi commerciali della zona, se non altro c’è una serranda che riapre».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la storia della “Principe”. Si racconta che il suo nome derivasse dal non ben identificato nobile che la inaugurò negli anni 30. Al suo interno si vendeva latte e si producevano tutti i suoi derivati, riconosciuti unanimemente come prodotti d’eccellenza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Io - racconta il 78enne Umberto Ricciardi da sempre residente in zona - ricordo un grande stanzone bianco con mattonelle in ceramica e un alto bancone con dietro un corno in metallo che fuoriusciva direttamente dal muro e sotto cui si inserivano le bottiglie in vetro per riempirle di latte fresco».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«All’epoca non era affatto semplice avere a disposizione il latte – aggiunge l’88enne signora Emma -. Quand’ero bambina a noi veniva ancora a portarlo il pastore con la pecora e necessitava di una lunga bollitura in casa». In effetti erano ancora lontani i tempi della “Centrale del latte”, la fabbrica che verrà aperta in viale Orazio Flacco solo nel 1952.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Poi negli anni 60 avvenne il cambiamento, quando il figlio dell’originario proprietario lasciò le redini del negozio a nuovi gestori che lo trasformarono in un bar, comunque molto noto per l’ottima panna e i gelati e per l’essere sempre aperto sino a tarda sera e persino la domenica.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ora di quel locale non è rimasto nulla. La latteria è un impolverato cantiere in via di ristrutturazione, con un ampio stanzone al pian terreno e l’ex laboratorio sottostante. Un pezzo di storia barese andato via, il cui ricordo si spera possa rivivere con una nuova e alternativa attività.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Katia Moro
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mercoledì 5 luglio 2017
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