di Mina Barcone

Bari: su corso De Gasperi la cappella di Sant’Anna, dalla storia antica e controversa
BARI – Percorrendo corso Alcide De Gasperi, tra le maestose e centenarie ville in stile liberty, vi è una piccola e bassa cappella, sulla cui bianca facciata si trova un’edicola con dentro una statua di sant’Anna e sul cui tetto spicca una croce in metallo. E’ dedicata appunto alla madre della Vergine e ha una storia antica e controversa. Per incontrarla bisogna superare di circa 500 metri il cavalcavia della tangenziale, camminando verso Carbonara: ce la si ritrova sulla sinistra, incastonata tra un antico palazzo bordeaux e il cancello di una villetta dal colore rosa. (Vedi foto galleria)

L’edificio pare sia stato costruito intorno al 1700, come rifugio per i viandanti. Fu poi utilizzato come capanno per gli attrezzi agli inizi dell’800 dalla famiglia Di Venere, una delle più importanti di Carbonara. La svolta avviene quando Giuseppina Di Venere sposa un esponente della famiglia Lorusso: dalla coppia nasce un figlio che in età adulta diventa cardinale e decide di adibire quel locale a cappella privata, unendola con passaggio all’edificio accanto.  

Oggi palazzo e chiesetta appartengono ancora ai Lorusso, che aprono una volta all’anno ai fedeli la cappella: il 26 luglio, nel giorno dedicato a Sant’Anna. In molti prendono parte alla celebrazione e data la capienza limitata i presenti ascoltano le parole del sacerdote per strada, grazie a degli altoparlanti.  E il parrocco durante la messa effettua una benedizione dedicata alle puerpere e alla donne gravide, visto che la santa è loro protettrice.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Durante il resto dell’anno a prendersi cura della chiesa sono le signore Lorusso: Maria e Rosa. «Lo spazio è molto piccolo – ci dice la 60enne Rosa – la cappella non può contenere più di una trentina di persone. Di tanto in tanto però io e mia sorella andiamo a spolverare, cambiare l’acqua ai fiori e a pulirla».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


E’ proprio la donna ad aprirci la porticina in legno e a mostrarci l’interno della cappella piena di fiori e piante. Notiamo il piccolo altare in marmo, dietro il quale si trova un grande crocifisso posto sul muro. Mentre sulla sinistra vi è la statua del Cristo risorto e accanto ad esso quella di Sant’Anna che pare essere stata realizzata da un artista della scuola napoletana. Su una colonna in marmo su cui sono incisi due angioletti è posizionata la statua della Madonna.  Piccole sedie in legno sono sistemate lungo le pareti e sulla parete vi è un quadro su cui sono rappresentati San Gioacchino, Sant' Anna e la Vergine da bambina e un altro quadro che rappresenta la Madonna del Santo Rosario. Alzando poi gli occhi verso l’alto notiamo incisa nella volta del soffitto una colomba dalle ali spiegate simbolo dello Spirito Santo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Purtroppo la cappella alla fine degli anni 70 ha subito pesanti lavori di modernizzazione che noi non abbiamo mai autorizzato», spiega il 69enne Luciano, marito della signora Maria. La chiesetta infatti prima di passare in eredità alle sorelle Lorusso, che a quel tempo vivevano fuori Bari, apparteneva a un altro fratello. Quando quest’ultimo morì, non potendosene occupare direttamente, le donne la diedero in gestione a un uomo di loro conoscenza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Questo signore però senza alcuna autorizzazione sostituì la pavimentazione originale e intonacò tutta la struttura, rovinandone l’antica bellezza – spiega Luciano –. Con il “restauro” è andato perduto anche un bellissimo affresco che si trovava sul soffitto. Così decidemmo di allontanarlo e lui indispettito fece costruire proprio di fronte alla chiesetta un’edicola votiva dedicata alla Madonna di Lourdes e a Padre Pio. Un’opera moderna che ancora si trova lì e che contrasta con l’antica storia della cappella di Sant’Anna».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Mina Barcone
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venerdì 8 aprile 2016
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