di Salvatore Schirone, Marco Montrone

Bari nasconde un luogo sublime e leggendario: il Monastero di San Nicolò dei Greci
BARI – Una fuga di archi a tutto sesto che, diramandosi da capitelli e alte colonne, vanno  a toccare l’azzurro del cielo, mentre lo sguardo del visitatore si pone estasiato verso l’infinito. Questa è la sensazione che abbiamo provato quando abbiamo ammirato per la prima volta uno dei luoghi più affascinanti, leggendari e nascosti di Bari Vecchia: il Monastero di San Nicolò dei Greci.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Siamo al numero 7 di strada dei Bianchi Dottula. Qui, di fronte all’omonimo Palazzo barocco (con annessa chiesa di San Martino) e accanto al noto panificio Santa Rita, si trova un anonimo portone grigio quasi sempre aperto. Nulla lascerebbe immaginare che dietro questo ingresso si celi un angolo sopravvissuto della “Bari bizantina”, periodo storico che tra l’875 e il 1071 portò la città ad essere elevata a Catepanato, massima espressione politica dell’Impero Romano d’Oriente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché fu proprio durante quei secoli che a Bari vissero e operarono i Dottula. Questa ricca famiglia proveniente dalla Grecia diede vita nel IX secolo a un insediamento di monaci basiliani, edificando una chiesa e un monastero dedicati a San Nicola, duecento anni prima della costruzione della Basilica. Furono quindi loro i primi a promuovere il culto del Santo in città, finanziando poi nel 1087 la missione che avrebbe portato i 62 marinai a traslare le sacre ossa da Myra.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si comprende bene quindi l’importanza storica, artistica e religiosa del monastero suddetto, i cui resti sono ancora oggi visibili dietro quel portone, che abbiamo varcato in un pomeriggio di novembre. (Vedi foto galleria)

Siamo dentro il palazzo e ci ritroviamo in un androne coperto da una volta a crociera che conduce a un grande arco ogivale. Il passaggio permette l’ingresso in una “corte”, all’apparenza non diversa dalle tante che punteggiano il centro storico. Ma ci basta alzare lo sguardo per essere sopraffatti da una scenografia inattesa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Un antico loggiato si affaccia sul patio con sei arcate che appoggiano su snelle colonne coronate da capitelli decorati con motivi vegetali. Lo spettacolo è sublime, anche perché la struttura millenaria, in assenza di un tetto, si eleva verso il cielo creando delicati disegni geometrici su uno sfondo celeste.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Saliamo ora al livello superiore attraverso una lunga scala in pietra, il cui parapetto è impreziosito da eleganti dettagli come una semi colonnina dal capitello finemente scolpito. E arriviamo quindi sul ballatoio, dove tra lenzuoli stesi e odore di frittura, facciamo conoscenza con le “folkloristiche” signore che abitano questo condominio. Qui infatti sono presenti numerosi appartamenti, popolati da persone che trascorrono la loro vita in un tempio di cui probabilmente ignorano la storia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perlustriamo l’area, ammirando sulla destra una recente immagine di San Nicola inserita in un tabernacolo seicentesco inciso a grani di rosario. Ma è dalla parte opposta del ballatoio che scoviamo una vera e propria chicca.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quella che infatti appare come una semplice piastrella incastonata in una parete imbiancata, si rivela invece essere una scultura a bassorilievo databile intorno al IX secolo: la “Discesa di Cristo agli inferi”. Chiara infatti è la figura di Gesù che con il vessillo della croce scende nell’Ade a salvare Adamo ed Eva, i cui volti, molto anneriti, si intravedono appena. Sulla destra è raffigurato anche il re Davide, riconoscibile dalla corona, accanto al quale si trova la scritta Tollite portas principes vestras ut introeat rex gloriae (“Togliete o principi le vostre porte perché entri il re della gloria”).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Siamo giunti quasi alla fine del nostro viaggio, ma prima di andare via attraverso una seconda scala più moderna raggiungiamo l’ultimo piano, dove una porta in legno ci permette l’ingresso su un terrazzino. E qui, tra la biancheria sbattuta dal vento, possiamo ammirare da vicino l’ultima parte del loggiato, retto da colonne con capitelli decorati con inusuali motivi geometrici triangolari aggettanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E mentre il sole va volgendo al tramonto colorando gli archi di rosa, ci sembra quasi di sentire l’eco dei canti dei monaci greci, che in questo luogo leggendario pregavano più di mille anni fa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Antonio Caradonna)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Marco Montrone
Scritto da
martedì 20 novembre 2018
Salvatore Schirone
Scritto da
martedì 20 novembre 2018
Lascia un commento
  • Linda - Bellissimo Quando vederlo?
  • 
  • Emanuele Zambetta - Magari poter viaggiare nel tempo per vedere com'era - per esempio - la nostra Bari!
  • 

Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s., Via Fiume 18/20
70127 Bari (BA) - Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved