di Luca Carofiglio

Il rione Madonnella, dove tra bassi e colorati palazzi sopravvive la Bari di inizio 900
BARI - Sono il simbolo della Bari di cento anni fa, ma a partire dal Secondo Dopoguerra, dopo distruzioni e abbattimenti, delle basse palazzine color pastello che caratterizzavano un tempo i rioni storici di Bari è rimasto ben poco, giusto qualche centinaio di esemplari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel murattiano, dove ancora oggi si registrano dolorose demolizioni, sono state sostituite da moderni e spesso obbrobriosi edifici. A Carrassi e a Picone ne è rimasta giusto una manciata, mentre a San Pasquale e soprattutto Libertà la presenza di queste strutture, seppur rilevante, è accompagnata da uno stato di conservazione a dir poco pessimo.

Un’eccezione in città però c’è: Madonnella, lì dove soprattutto la zona a sud di corso Sonnino conserva intere stradine che quasi non sono state toccate dalla furia edilizia dei decenni passati. In via Signorile, via Tanzi o via Mola è quindi ancora possibile comprendere come appariva la Bari di inizio 900, grazie a palazzotti ben ristrutturati che sopravvivono mantenendo i loro tratti originali. (Vedi foto galleria)

Il nostro viaggio comincia da piazza Balenzano, su cui si affaccia la parte posteriore della caserma Picca, eretta nel 1880. Di fronte a quell’ingresso che per migliaia di giovani ha rappresentato l’accesso (o l’esenzione alla leva militare), si innalzano tre fabbricati, quasi disposti in ordine cromatico dal giallino chiaro all’arancione. Presentano cornicioni decorati, timpani e ringhiere in ferro battuto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma è girando a sinistra su via Tanzi che abbiamo quasi l’impressione di essere stati catapultati in un’altra epoca. Qui infatti si conservano ben venti edifici situati uno accanto all’altro, nel giro di soli trecento metri. Su entrambi i lati della strada i palazzi, dalle chiare tinte a pastello, non superano i quattro piani di altezza. Di particolare bellezza è quello marroncino situato al civico n.9. È arricchito da due facce di leoni che sorreggono il portale di ingresso agghindato con festoni e scudi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nella zona non mancano comunque esempi di abitazioni più eleganti e in stile liberty, di quelli che è più facile trovare nella parte nobile di Madonnella, quel “quartiere Umbertino” che si affaccia sul mare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ad esempio al n.19 si erge un preziosa abitazione bianco e rossa sulla quale facciata sono presenti due maschere apotropaiche umane: grossi faccioni dall’alto del portone scrutano chi passeggia sul marciapiede. I balconi sono puntellati da conchiglioni, gattoni e mensole ingraziate da fiori e frutti, il tutto realizzato con finissimi particolari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci dirigiamo ora su via Emanuele Mola, stradina che conta ben quindici edifici storici. Se ad angolo con via Tanzi scoviamo una costruzione più elegante e in stile eclettico, tutto il resto della strada è caratterizzato da immobili più bassi prevalentemente di colore bianco o rossiccio con le persiane marroni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’arteria termina davanti al muro che separa il quartiere dalla ferrovia, lì dove oltre i binari si staglia uno dei due splendidi palazzi presenti sulla breve via Tunisi. È quello rosso di quattro piani progettato tra il 1915 e il 1916 e caratterizzato da sfarzosi quanto inquietanti mascheroni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Giriamo ora su via Dieta di Bari, per andare poi a percorrere sulla sinistra via Michelangelo Signorile. Qui quattordici case vivaci e secolari si avvicendano con i loro tre piani su una distesa di automobili parcheggiate. Nonostante ciò il colpo d’occhio è splendido, grazie anche all’edificio bianco in stile “veneziano” sullo sfondo: è palazzo Zippitelli, simbolo di quella piazza Carabellese che ospita l’edicola votiva della Madonna che dà il nome al rione.

In particolare al n.25 ne notiamo uno particolare giallo e rosso che si differenzia dagli altri con i suoi colori “sgargianti”. Si trova ad angolo con via Tanzi, strada che ripercorriamo con piacere vista l’armoniosità dei suoi fabbricati, per dirigerci verso via Vallona. Qua, seppur presenti in grande quantità, le nostre case avrebbero probabilmente bisogno di un serio restauro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La strada interseca via Nicolò Pisani, altra piccola arteria con otto interessanti palazzi storici. In particolare balza all’occhio quello rosso all’incrocio con via Vallona, con le eleganti lesene che corrono dal capitello fino al balcone.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La viuzza termina su corso Sonnino con un’abitazione monumentale: l’imponente Capasso-Fasano, che dal 1926 impera su tutte le altre residenze con i suoi quattro piani e i balconi a balaustra, sorretti da fini sostegni disposti su altrettanti quattro sezioni simmetricamente e in ordine.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Decidiamo di terminare il nostro viaggio qui, nella speranza che almeno questa parte di città possa essere preservata da quella fame di “nuovo” che nel giro di pochi decenni ha ferito e quasi ucciso la “bella Bari”

(Vedi galleria fotografica di Antonio Caradonna)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Luca Carofiglio
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venerdì 28 settembre 2018
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