di Angela Pacucci

Conversano e i suoi laghi: i segreti di quegli insoliti e pittoreschi specchi d'acqua
CONVERSANO - È risaputo come l'assenza di grandi montagne e fiumi faccia sì che il territorio barese sia praticamente privo di laghi. Tuttavia l'agro di Conversano, a una trentina di chilometri a sud-est del capoluogo, costituisce una curiosa eccezione: qui infatti si trovano sei piccoli e antichi specchi d'acqua dolce, tutti presenti all'interno di altrettante doline, depressioni originate dal carsismo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta dunque di bacini naturali, non creati dall’uomo come quello di Modugno, nato nella cava di un'ex cementeria, il Milecchia di Noci, realizzato per l'irrigazione dei terreni attigui e il Serra di Corvo, formatosi sul confine tra Puglia e Basilicata dopo lo sbarramento del torrente Basentello. La loro origine è dovuta alla lenta e inesorabile azione chimica delle piogge, che nel corso di milioni di anni hanno dissolto le rocce calcaree superficiali e modellato gli attuali invasi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

È chiaro però che anche nel caso di Conversano si nasconde un “segreto”. Se da un lato le cavità sono opera degli agenti atmosferici, dall’altro non si può dire per la presenza di acqua al loro interno: qui lo zampino dell’uomo c’è eccome.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli abitanti del posto nel 700 hanno infatti realizzato all’interno degli avvallamenti alcune cisterne sotterranee, utili per “catturare” le precipitazioni invernali e accumulare così risorse idriche preziose in vista dell’estate. Così nei periodi più freddi, quelli in cui di solito si verificano numerosi rovesci, queste vasche si riempiono: la pioggia raccolta deborda, inondando le doline e formando i laghetti.
 
«Le cisterne sono state scavate in numero variabile – spiega spiega Oronzo Simone, membro della società italiana di geologia ambientale – a una profondità che può superare i dieci metri. Spulciando gli atti notarili più antichi si nota come fossero di proprietà privata e che una stessa vasca potesse appartenere a più famiglie. Nel secolo scorso l'entrata in funzione dell'Acquedotto pugliese le ha rese praticamente obsolete».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Oggi pur non servendo più come risorse idriche, i “laghi” sono preziosi per la vita di uccelli, pesci, anfibi e rettili e regalano inediti e rilassanti scorci bucolici. Peccato che il fenomeno della formazione dello specchio d’acqua si realizzi solo in alcuni mesi: cinque dei sei bacini (Castiglione, Chienna, Iavorra, Petrullo e San Vito) infatti si prosciugano appena il sole si fa più forte.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma c’è un’eccezione: il lago di Sassano. Quest'ultimo, alimentato da una condotta sotterranea che convoglia la pioggia caduta nelle zone circostanti, riesce a vincere la "battaglia" contro la forte evaporazione dovuta al caldo. E così per tutto l’anno è visibile e visitabile. 

Per raggiungerlo partendo dal centro di Conversano basta percorrere via Lago Sassano, dirigendosi verso la periferia ovest del paese. Dopo un centinaio di metri si incontra un bivio sulla destra: è l'inizio di viale Chienna, la strada in forte discesa che in un minuto ci porta a destinazione. (Vedi foto galleria)

Il panorama si apre all'improvviso sulla nostra sinistra: un placido laghetto largo qualche centinaio di metri e profondo una decina, circondato da vegetazione sulla quale insistono numerosi animali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sulla riva incontriamo Michele, habitué della zona. «É pieno di fauna qui - afferma il signore - anche se alcune specie non dovrebbero esserci: ignoti hanno rilasciato oche e tartarughe che danneggiano l’habitat acquatico sviluppatasi spontaneamente». E in effetti a rubare la scena sono proprio i bianchi pennuti starnazzanti che passeggiano gagliardi tra la vegetazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Balza all'occhio poi il collo verde di alcune anatre che si fanno largo tra l'erba alta, mentre un paio di gabbiani fanno sosta sulle botole che sormontano le antiche vasche e il guizzo dei pesciolini rossi increspa l'azzurro dello specchio. Non riusciamo però a scorgere alcuni anfibi che sappiamo essere qui presenti, come i tritoni italici, i rospi smeraldini e la bisce d’acqua, vere e proprie rarità in Puglia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si fa veramente fatica a pensare che questa oasi di pace sia stata teatro di terribili omicidi: una storia macabra, fatta di persone bruciate vive subito dopo la Seconda guerra mondiale e di delitti per i quali nessuno venne condannato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sul lungolago, "protette" da un albero a lungo fusto, sono posizionate due panchine in ferro, come fossero poltrone di un cinema che proietta colori e suoni della natura. Ci sediamo un attimo volgendo lo sguardo verso gli archi di un ponticello in pietra che impreziosisce il posto. Il tepore primaverile e la quiete consentono di apprezzare appieno questo angolo insolito e pittoresco e per un attimo ci sembra di essere stati catapultati in qualche ameno luogo di montagna.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Gennaro Gargiulo)

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Angela Pacucci
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martedì 17 aprile 2018
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