di Ilaria Milella

Guido ''il Flâneur'', il poeta che scrive versi sulle porte di Polignano
POLIGNANO A MARE - Si chiama Guido Lupori (nella foto) e a chi gli chiede l'età risponde «Ho ancora 32 anni di vita». E’ nato a Bari ma è a Polignano a Mare dal 1984. E’ lui che da anni “dipinge” muri, porte e scale della cittadina con aforismi e versi poetici (vedi foto galleria). Si firma “Guido il Flâneur”. Lo abbiamo incontrato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Guido, chi è lei?

Sono un barese trapiantato a Polignano da quasi trent'anni. Prima di trasferirmi ho svolto la professione del rappresentante edile, che ho lasciato per seguire la mia vocazione letteraria. Non mi ritengo uno scrittore,  bensì un lettore: divoro qualsiasi genere di libro e ne leggo anche più di uno insieme. La mia seconda passione è l'elemento “umido”, sono affascinato dall'acqua e amo fare il bagno in ogni stagione. In molti dei miei versi  dichiaro la mia vicinanza al mare in tutte le sue forme. «Qui il mio gemello Mare ha ingigantito la mia libertà », è uno di questi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Da dove nasce l’idea di scrivere poesie sui muri?

Voglio avvicinare i giovani alle bellezze celate nella letteratura: per me la poesia è proprio questo, iniziare a dare attenzione all'altro. Mi sono sempre rifiutato in passato di pubblicare in un volume i miei lavori, perchè significherebbe spostare il centro dell’attenzione su di me e non sulle parole.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché si firma il  Flâneur”?

Il termine Flâneur è stato ideato nell'Ottocento da Baudelaire per definire quei gentiluomini  francesi che passeggiavano per le vie cittadine, beandosi ed emozionandosi per ciò che vedevano. Condivido la loro visione, il vagabondare senza scopo, ma il mio ideale di peregrinazione è attento al prossimo e verso ciò che incontriamo nella nostra strada.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Alcuni sostengono che le scritte non partano da una iniziativa, ma che siano state volute dal Comune…

Non è assolutamente vero. Ho lasciato i miei primi versi dedicati ai delfini nel 1992, in piazza Santo Stefano. Tengo a specificare che è difficile trovare le mie composizioni e gli aforismi sui muri cittadini, in genere scrivo sulle porte e sulle scale e sempre accordandomi in precedenza con il proprietario dell'immobile.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In che modo sceglie i versi da trascrivere?

Uso più di frequente i versi di altri scrittori e talvolta inserisco qualcosa di mio, questo perchè incontro i miei pensieri e le mie parole nelle espressioni dei grandi poeti. Da una parte questa rassomiglianza mi lusinga, ma allo stesso tempo il mio lavoro sembra così inferiore, che preferisco retrocedere e quasi scomparire innanzi a loro. Mi avvicino alla produzione di un determinato autore a seconda del contesto e di quello che desidero comunicare, talvolta l'incontro con il pensiero giusto è quasi casuale, spontaneo. Resta però  importante non perdere la giocosità  di ciò che faccio, ad esempio  nel Vicolo Non Vedenti non uso mai parole legate alla cecità e alla mancanza della vista, di contro alla fine del percorso su un vaso ho scritto "Vicolo Vedente", perchè amo scherzare con chi passa e ricordare innocentemente che da lì inizia la vista panoramica.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quali sono i poeti che ama di più?

I miei due favoriti sono Edoardo Sanguineti e Silvia Plath. Amo molto anche la poesia surrealista, ma tutti i classici sono per me fonte d'ispirazione da cui traggo ispirazione per  la realizzazione del mio lavoro artistico.

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Scritto da
mercoledě 5 febbraio 2014
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  • Francesco - Grazie ad Ilaria, per questa preziosa scoperta.
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  • Ilaria Milella - Grazie a te Francesco per il tuo apprezzamento, conquistare la vostra attenzione č il risultato piů bello !
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  • lino de venuto - Ciao splendido flaneur, non ti conosco ma per quello che hai fatto ti voglio un gran bene. Se potessi, ti darei il Nobel. Un abbraccio!
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