di Rossella Brunetti

L'infermiere Roberto De Frenza: «Con le mie ''Maschere'' vado alla conquista di Sanremo rock»
CAPURSO – «Sono un infermiere e il mio lavoro ispira costantemente la musica che compongo». Parole del 37enne cantautore capursese Roberto De Frenza (nella foto), che ha da poco messo in piedi il gruppo “Le Maschere”, con il quale parteciperà alle selezioni di Sanremo Rock. Lo abbiamo incontrato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quando hai mosso i primi passi nella musica?

A circa 13 anni. All’epoca avevo una fidanzatina. Una sera d’inverno, dopo averla riaccompagnata a casa, lei affinché mi riparassi dal freddo mi regalò la sua sciarpa: era intrisa del suo profumo e percorrendo la strada del ritorno mi ci avvolsi dentro. Questo creò in me emozioni e sensazioni che decisi di mettere in musica. Nacque così il mio primo pezzo: “Sciarpa”, composta da due soli accordi. Da quel momento io e la chitarra non ci siamo più lasciati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Da allora pur non avendo mai pubblicato un disco hai scritto e composto parecchio…

Sì, tra l’altro nel 2002 ho registrato una demo niente di meno che con Luca Medici, ovvero Checco Zalone, che all’epoca suonava la tastiera. Il pezzo (“Come il diavolo”) non fu mai pubblicato per questioni economiche, ma lo conservo tra i miei ricordi più belli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Poi nel 2004 metti su una band…

Quell’anno io e il mio amico batterista Giuseppe Leone creammo “Il gioco delle parti”, un gruppo rock che si ispirava ai Litfiba e agli Afterhours. Abbracciarono l’idea anche il bassista Francesco Nitti e il chitarrista Ally Scioscia. Incidemmo alcune demo ma nel 2008 decidemmo di prenderci una pausa: non ci siamo mai ufficialmente sciolti, ma di fatto non siamo più tornati insieme.  

Oggi però riparti con una nuova formazione: “Le Maschere”. Parlaci di questo progetto.

Tutto è iniziato quest’estate quando ho proposto al tastierista Gianni Nitti di avviare una collaborazione che sta cominciando a dare i suoi frutti. Io scrivo testi e musica, mentre lui cura gli arrangiamenti avvalendosi anche delle sue conoscenze sull’elettronica. A luglio partecipammo al festival locale “Cellamare Summer Live” con il brano “Puglia”, vincendo il primo posto. Da allora abbiamo deciso di fare le cose sul serio: a noi due si sono aggiunti mio fratello Eddy De Frenza alla batteria, il chitarrista Francesco Valente e Giuseppe D’Abramo, bassista e contrabbassista. Così sono nate “Le Maschere”, gruppo con cui in primavera parteciperemo alle selezioni regionali per Sanremo Rock.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Fate pop-rock?

Sì, i nostri modelli sono Litfiba, Linea 77, Afterhours e Marlene Kuntz, “rivisti” con un’anima più pop che cerca di arrivare al pubblico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E i testi invece di che cosa parlano?

Nelle mie canzoni spazio da temi più leggeri fino a quelli di rilievo sociale. Per esempio, nel brano “Puglia” descrivo la bellezza di questa terra, riprendendo con il pianoforte e la fisarmonica le sonorità e la tradizione della regione. Per tutti questi motivi è il pezzo che mi rappresenta di più, ho persino avuto l’onore di eseguirlo con l’accompagnamento dell’Orchestra sinfonica di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tra le canzoni più leggere c’è “Sabato sera”…

Sì, nasce dalle mie uscite da ragazzo in giro per Bari, con i profumi del mare, dei gas di scarico e della pioggia. Racconto di un’epoca in cui ancora non c’erano gli smartphone ed essere “disconnessi” era simbolo di totale libertà, di interazione col proprio gruppo. Ma di canzoni ne ho scritte veramente tante. Addirittura alcuni tifosi del Bari mi hanno chiesto di comporre un inno per la loro squadra del cuore. È in questo modo che è nata “Orgoglio e passione”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel frattempo tra una canzone e l’altra sei diventato infermiere: il tuo lavoro ti ha ispirato?

Sicuramente. Il mio è un lavoro molto pesante dal punto di vista emotivo perché ti mette a contatto con la vita ma purtroppo anche con la morte. E così ad esempio nel brano “Folle di guai” ho voluto parlare dell’esperienza dell’aborto dal punto di vista di un uomo che è contrario. Ho voluto descrivere i conflitti interiori che nascono dal dover accettare la decisione della donna di interrompere la gravidanza. In quel momento sei “folle di guai”, cioè perso in una situazione che non riesci e non puoi controllare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel video il brano “Puglia”di Roberto De Frenza:



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venerdì 26 gennaio 2018
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