di Marco Montrone

Aggressione al corteo, dopo tre giorni parla CasaPound Bari: «Eravamo disarmati»
BARI – Per tre giorni sono rimasti praticamente in silenzio, affidando le loro reazioni a un solo striminzito comunicato, ma oggi noi siamo riusciti a intervistarli. Parliamo dei militanti di CasaPound Bari, coloro che venerdì sera intorno alle 22 si sarebbero resi protagonisti di un’aggressione nei confronti di un gruppo di persone che erano di ritorno da una manifestazione antifascista e antirazzista organizzata per le vie cittadine. I fatti, che hanno causato il ferimento di tre persone, si sono svolti nel quartiere Libertà, ad angolo tra via Crisanzio e via Eritrea, strada dove ha sede il partito di estrema destra.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Abbiamo intervistato il referente di CasaPound Giuseppe Alberga, che si trovava sul posto assieme ad altri trenta iscritti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Partiamo dal principio. I tre maggiori testimoni (Perillo, Forenza e Riccio) affermano che tutto sia nato da una richiesta di aiuto da parte di una donna di colore: aveva timore di rientrare nella sua casa in via Eritrea perché voi eravate in strada, tutti “schierati”.

Intanto vorremmo capire perché questa signora abbia avuto paura: siamo lì da quasi tre anni e mezzo e non è mai avvenuto alcuno screzio con i residenti. Tra l’altro su via Eritrea si trova una moschea con cui frequentatori abbiamo rapporti fondati sul rispetto reciproco. Ma tralasciando questo aspetto. Venerdì sera la strada era presidiata dalla Polizia, che aveva bloccato l’accesso da corso Italia: con le forze dell’ordine davanti a noi non sarebbe stato certo possibile assumere atteggiamenti intimidatori. La verità è che quel giorno eravamo in sede per una semplice serata aggregativa e non certo per provocare qualcuno. 

I manifestanti affermano che dopo aver aiutato la donna e una sua amica a rincasare era loro intenzione allontanarsi il più presto possibile. Insomma non avevano nessuna voglia di “interfacciarsi con voi”.

Ma noi non crediamo a questa versione. Fra tante strade di Bari che potevano percorrere una volta finito il corteo perché hanno preso proprio via Crisanzio che fa angolo con via Eritrea? Sapevano bene che in un modo o nell’altro ci avrebbero incontrati. Sono loro che sono venuti “a trovarci” e non il contrario e il motivo è solo uno:  volevano assaltarci.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma il gruppo era sparuto, si trattava di pochissime persone, non certo di un “esercito”: mica gli assalti si fanno così.

Sì, ma stavano sopraggiungendo tutti gli altri da via Manzoni per riunirsi proprio all’incrocio tra via Crisanzio e via Eritrea, punto che non era presidiato dalla polizia. I “compagni” stavano preparando un’imboscata, ne siamo certi. Il gruppo iniziale era solo un’esca.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutta gente che, comunque, stava solo camminando.


Bisognerebbe mettersi nei nostri panni. Quotidianamente subiamo offese da parte di militanti dell’estrema sinistra e spesso la nostra sede è stata imbrattata con scritte antifasciste e anarchiche. Nel corso del tempo abbiamo dovuto cambiare cinque lucchetti perché nella serratura ci hanno messo di tutto. Quando abbiamo visto i manifestanti arrivare verso di noi, non abbiamo avuto dubbi sul fatto che la situazione stesse prendendo una brutta piega.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E quindi siete partiti all’attacco…

No, sei di noi si sono staccati con la volontà di andare a “ragionare”, abbiamo prima di tutto cercato di mandarli via. Ma poi sono volate parole grosse e a un certo punto è nata la colluttazione, anche se non sappiamo dire chi abbia iniziato ad alzare le mani.  

Tutto lascia pensare che siate stati voi a iniziare. E comunque se proprio vogliamo parlare di “scontro”, questo non è stato certo alla pari: loro erano disarmati e voi al contrario avevate mazze, catene e cinghie.

Non è assolutamente vero: anche noi eravamo disarmati. La Polizia, che è intervenuta subito per sedare la rissa, del resto non ha sequestrato e recuperato nulla. E non siamo stati né arrestati, né fermati, né portati in Questura. C’è stata solo un’identificazione, avvenuta sul posto, dei trenta appartenenti a CasaPound. 

Magari siete riusciti a risultare “puliti” facendo sparire il tutto.

E dove? Via Eritrea quella è, una strada piccolissima. Gli agenti ci hanno bloccato lì e hanno cercato dappertutto con le torce, tra le auto. La nostra sede tra l’altro è stata chiusa subito dopo che è avvenuto il fatto. La Polizia ci ha chiesto di allontanarci e ha presidiato la zona per tutta la notte. E sabato mattina l’hanno setacciata, proprio per verificare la presenza di armi. Risultato? Ecco cosa dice il verbale della Questura (ci mostra una foto dell’atto, ndr): “La perquisizione ha dato esito negativo”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sono in corso delle indagini e vedremo alla fine quale sarà la verità. Ma ora i baresi vogliono capire una cosa: da ora in poi che succederà? Ci dobbiamo aspettare ripercussioni e vendette? La città non vuole un ritorno agli anni 70.

Noi continueremo la nostra attività sul territorio senza dare fastidio a nessuno. Del resto non ci siamo mai resi protagonisti di attacchi ai comunisti: sarebbe stato facile ad esempio andare a insozzare il loro centro sociale, la “Caserma liberata”, ma abbiamo sempre rispettato il presidio. Questa è una domanda che andrebbe rivolta invece ai “compagni”, che non accettano i nostri valori e vorrebbero cancellarci dalla faccia della Terra. Perché non siamo certo a favore della violenza, ma se ci attaccano, non possiamo far altro che difenderci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Marco Montrone
Scritto da
lunedì 24 settembre 2018
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  • uualio - Alberga, ritira i tuoi cani
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  • Andrea - "Estrema destra, chiusa la sede di Casapound a Bari: 35 indagati per aggressione e ricostruzione del partito fascista" La Repubblica - Bari, 11/12/2018 https://bari.repubblica.it/cronaca/2018/12/11/news/bari_sequestrata_sede_casapound-213963957/
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