di Luca Carofiglio

Bari, la storia del ''Bonomo'': grande ospedale militare abbandonato da dieci anni
BARI – Un colosso da 50mila metri quadri presente a Bari dal lontano 1939, che giace però miseramente abbandonato al degrado da dieci anni. E’ l'ex ospedale militare "Lorenzo Bonomo", gigante dormiente che si erge a Carrassi nel quadrilatero compreso tra corso Alcide de Gasperi, via Saverio La Sorsa, via Giulio Petroni e via Nicola Pende.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La costruzione di questa istituzione cittadina venne progettata nel 1936 dal Genio civile e dal Ministero della Guerra e portata a termine nel 1939. Fondato quindi durante la Seconda Guerra Mondiale con una sola clinica d’urgenza, l’ospedale fu ampliato nel corso degli anni fino a comprendere ambulatori come quelli di cardiologia, pneumologia, allergologia, dermatologia, malattie infettive e psichiatria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il terreno sul quale sorse venne donato da una famiglia benestante locale, i Bonomo: un gesto con cui vollero onorare al meglio la memoria del defunto parente Lorenzo, generale medico andriese morto durante la Prima guerra mondiale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Durante la sua lunga vita il nosocomio ha così permesso che venissero curati migliaia e migliaia di militari, ma nel 2008 è stato improvvisamente dismesso a causa dei tagli operati dallo Stato alla sanità dell'esercito. Da allora è inutilizzato e il suo futuro appare molto incerto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Alcune voci lo vedrebbero come nuova sede di uffici amministrativi o di una caserma dei carabineri, ma in merito non c’è nulla di concreto. «Qualche tempo fa c’è chi si mise in testa di utilizzare l’area del nosocomio per costruire eleganti palazzine – denuncia una fonte che vuole rimanere anonima - ma per fortuna i Bonomo si sono subito opposti al cambio di destinazione d’uso, ricordando che la donazione del terreno aveva esclusivamente fini di pubblica utilità».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Riccardo Guglielmi, cardiologo dell’ospedale per trent'anni ci parla dei suoi anni trascorsi all’interno del “gigante”. «Il mio reparto - afferma - vantava una strumentazione all’avanguardia per l'epoca come l'ecografo e i macchinari per le prove da sforzo. Ma non finiva qui: quelle mura brulicavano di vita grazie ad alcune sale per convegni, una cappella e la mensa che sfornava i pasti da portare nelle caserme cittadine. Era persino presente un campo da tennis, utilizzato durante il tempo libero dai dottori».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Oltre ai classici controlli dei soldati, in quelle stanze avvenivano anche visite "particolari". «Lì si valutava lo stato di salute di quegli uomini in divisa candidati a diventare ufficiali o ad entrare nelle forze speciali -ricorda sempre Guglielmi -. Non solo: venivano messi sotto osservazione anche quei ragazzi in fase di arruolamento alla caserma Picca colpiti da particolari patologie».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Siamo quindi andati a visitare l’ospedale, la cui entrata principale si affaccia su corso Alcide de Gasperi, via puntellata proprio in quel tratto da magnifiche ville in stile liberty realizzate tra la fine dell'800 e l'inizio del 900. Percorrendo il corso in direzione Carbonara, il “Bonomo” svetta sul lato destro della strada: il suo ingresso monumentale, costituito da quattro massicce colonne, è posizionato al civico 243. (Vedi foto galleria)

Il cancello, chiuso con una robusta catena, protegge lo stabile principale color crema, che si sviluppa su tre piani. Poco sotto il tetto spicca a caratteri cubitali il nome e l'anno della sua progettazione, mentre ai lati balzano all'occhio due torrioni incastonati nella struttura contraddistinti da larghe vetrate. Dalle finestrelle di un’entrata secondaria riusciamo a scorgere una sala d'attesa ormai deserta da un decennio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La desolazione è assoluta, soprattutto pensando a quanta storia racchiudono quelle mura. «Ricordo di essermi imbattutto un giorno in un curioso disegno sulla parete di un sottoscala - evidenzia a tal proposito Carlo Principale, tenente colonnello in pensione che si è occupato della dismissione del complesso -. Ritraeva una nave esplosa nel porto di Bari nel 1943 e accanto a essa il celebre marinaio dei fumetti Braccio di ferro con in mano una razione "K", tipico rancio dei soldati alleati. Fu realizzata da uno dei sottoufficiali inglesi che occuparono temporaneamente il fabbricato alla metà del secolo scorso, poco prima che gli orrori della guerra lasciassero il posto alla pace».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Luca Carofiglio
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giovedě 11 gennaio 2018
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  • Pasquale - Bellissimo servizio. Descrive a pieno il quadro desolante in cui versa questo edificio dalle enormi potenzialità pubbliche. Ma completamente ignorato dalle istituzioni Baresi.
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