di Laura Villani

La storia di Kashmir, che vive da mesi in pieno centro: sotto il ponte di corso Cavour
BARI - «Sono qui da sette giorni». Tra le poche parole che riusciamo a farci dire da Kashmir, senzatetto di origine indiana che incontriamo sotto quel ponte XX settembre che fa da cerniera tra il centro murattiano e rione Carrassi, c’è una maldestra bugia. Infatti quest’uomo sulla cinquantina con qualche filo bianco tra barba e capelli viene avvistato in questa sistemazione di fortuna ormai da tempo. (Vedi foto galleria)

In sé la presenza di un clochard per le vie di Bari non è una novità clamorosa. Abbiamo già visto come la zona che circonda la Stazione centrale funga un po’ da punto di ritrovo per gli “ultimi” e qualche giorno fa abbiamo anche seguito la Croce Rossa nel suo lavoro di soccorso e di sostegno ai più sfortunati.

Ciò che però colpisce è che questa storia di miseria si consuma nel frequentatissimo ultimo tratto di corso Cavour, percorso ogni giorno da migliaia di persone. Non solo: il letto improvvisato di Kashmir si trova proprio di fronte a due scuole superiori: il Pitagora e lo Scacchi. Insomma qui non si parla di uno dei tanti giacigli nascosti della città, dove volendo si può anche far “finta di non vedere”, ma di una sistemazione che di fatto è sotto gli occhi di tutti i baresi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ed è da mesi che il suo plaid poggiato su un materasso consunto e su uno strato di cartone si trova in un anfratto sotto il ponte. «Ogni volta che viene fatto sloggiare ritorna: forse si trova bene qui», ci dice una residente della zona.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Kashmir comunque non dà fastidio a nessuno. «Non è come certi senzatetto che fumano, si ubriacano e diventano molesti», riferisce un gruppo di ragazze appena uscite dal liceo.  «Se ne sta sempre lì tranquillo, anche quando al mattino arrivano gli studenti e fanno baccano – ribadisce il signor Marino, collaboratore scolastico dello Scacchi –. A volte scompare verso mezzogiorno, poi ritorna».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche se l’uomo non è sempre solo. «Lo vedo spesso circondato da persone della sua stessa etnia che si fermano a lungo a parlare con lui», conferma un uomo di passaggio. Mentre il senzatetto rifiuta il contatto con chi lo potrebbe aiutare. «Abbiamo iniziato a seguirlo qualche mese fa su segnalazione di un passante – dice  Alessandro, volontario della Croce Rossa –, ma è sempre stato di poche parole con noi e più di una volta non si è neanche lasciato avvicinare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quando ci proviamo noi va un po’ meglio. Lo accostiamo trovandolo circondato da una borsa della spesa piena di vestiti, del vino in tetrapak e qualche busta con avanzi di cibo. Kashmir accetta un panzerotto e risponde cordialmente ma in italiano stentato, a voce molto bassa. Ci dice che resterà qui ancora per poco, ma che per ora non può lasciare il posto perché gli fa male un piede.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E poi ci chiede dei soldi. «Cinque euro bastano – assicura – poi mi allontano». Gli rispondiamo che non pretendiamo necessariamente che vada via, ma piuttosto che trovi aiuto. E lui a quel punto, finalmente, sorride.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Laura Villani
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lunedì 8 maggio 2017
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  • Roberto - PURE GLI ITALIANI STANNO RIDOTTI COSÌ PER STRADA!
  • 

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