di Francesca Canonico

“A Bari nessuno è straniero”: la storia della città in 3500 anni di dominazioni
BARI – Si dice che a Bari “nessuno è straniero” e del resto come potrebbe essere diversamente, visto che in quasi 3500 anni di storia il capoluogo pugliese è stato governato dai popoli più disparati: dagli ostrogoti ai longobardi, passando per i bizantini e i saraceni. Guidati dalle preziose pubblicazioni “Bari Bizantina” di Nino Lavermicocca e “Bari nella storia” di Vito Antonio Melchiorre, cercheremo di illustrare in breve tutte le varie dominazioni subite dai baresi.  (Vedi foto galleria)

Premessa: la nascita di Bari (4000 a.C.) – I primi insediamenti sul territorio barese sono fatti risalire a 4000 anni avanti Cristo, durante l’Età del bronzo. Un villaggio si estendeva per 300 metri nella zona di piazza San Pietro, a Bari Vecchia, lì dove ora sorge un’area archeologica.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Illirici, Peucezi e antichi Greci (dal 1600 a.C. al 326 a.C.) – Nel 1600 a.C. ecco i primi arrivi di stranieri. A sbarcare a Bari furono gli Illiri, provenienti dalla penisola balcanica. Assunsero il nome di Peucezi e si stabilirono anche loro nella zona di piazza San Pietro. Poi dal 1150 a.C. questa civiltà fu “inglobata” nella nascente Magna Grecia, di cui Bari diventò una colonia. Greci che dominarono la “città” fino all'avvento dei Romani.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I Romani (dal 326 a.C. al 476 d.C.) – E’ il 326 a.C. quando i baresi chiedono aiuto ai Romani per difendersi dalle invasioni sempre più pressanti dei Sanniti, popolazione proveniente dall’Appennino. Fra trattative pacifiche e azioni militari Bari entra così a far parte della Repubblica Romana, riuscendo a ottenere il titolo di municipium: può eleggere i propri rappresentanti al governo della città e avere leggi proprie, ma deve pagare le tasse all'Urbe e partecipare alla vita militare della “Capitale”. Tra le testimonianze ancora visibili di questo periodo storico ci sono le colonne posizionate sul lungomare nelle vicinanze del Fortino e l’antico pavimento che si trova in piazza del Ferrarese.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli ostrogoti (dal 476 al 554) –  Il 476 l’Impero Romano d'Occidente crolla e la Penisola si sgretola. La popolazione dei Goti, barbari discesi dalla Svezia e stanziatisi in territorio germanico, ha al suo interno varie tribù, tra cui gli Ostrogoti. Saranno loro, sotto il comando del re Teodorico a conquistare l’Italia e la Puglia. Gli ostrogoti rimarranno a Bari fino al 554 quando saranno sconfitti dai Bizantini guidati da Giustiniano. In città vi è ancora testimonianza di quel periodo e della guerra: un'iscrizione inserita nel pavimento a mosaico nella Cattedrale paleocristiana (al di sotto della Cattedrale odierna) con la quale un certo Timoteo dichiara di pagare di tasca propria il restauro e l’abbellimento del mosaico distrutto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I Bizantini (dal 554 al 668) –  La prima Bari Bizantina (una seconda nascerà nell’876) assume un carattere “provinciale”, visto che in Puglia i greci preferiscono stabilire il proprio presidio militare e amministrativo a Otranto e Siponto. Non restano nemmeno segni evidenti di quel periodo storico, a causa delle distruzioni che la città subirà nel corso dei Secoli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I Longobardi (dal 668 all’847) - I Longobardi, popolo germanico originario del basso corso del fiume Elba, penetrano in Puglia sottraendo a Bisanzio molte località costiere tra cui Bari, che conquistano nel 668. Un loro lascito importante sono le cosiddette Consuetudines Barenses: un testo di leggi che sarà utilizzato in quasi tutto il Mezzogiorno e tramandato anche nei secoli successivi quasi invariato, fino ad arrivare all’Ottocento quando sarà sostituito dal più famoso Code Napoléon. Bari sotto i Longobardi riveste un ruolo da protagonista divenendo uno dei “gastaldati” (circoscrizioni) maggiori del regno. Alcuni storici fanno risalire la sede di questa alta carica al “Portico dei Pellegrini” antistante la Basilica di San Nicola. Una tesi non confermata, anche se la struttura rimanda all’architettura longobarda presente ad esempio a Benevento. Si tratta di un palazzo con una laubia (loggia) al piano terra e una saal, di uso comune, al primo piano.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I Saraceni (dall’847 all’872) - Bari nell'847 viene invasa dai Saraceni, arabi di razza berbera provenienti dall’Egitto. Sotto l'emirato di Sawdan Bari diviene porta esclusiva verso l'Oriente: i baresi affinano le doti di commercianti, adottano abbigliamenti e tessuti orientali, imparano l'arte del ricamo e della coltivazione del cotone. Nella Basilica di San Nicola è forse presente l’unica testimonianza di quel periodo: su un pavimento a mosaico dove sembra ripetersi il monogramma cufico di Allah (“Allah è grande”). Ma la presenza araba la si ritrova anche nel linguaggio: in cognomi come Morisco o in termini dialettali tra cui felusce usato per indicare il denaro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il ritorno dei Longobardi (dall’872 all’876) - L'emirato di Bari non dura molto, solo 25 anni: sia per discordie interne, ma soprattutto per il vincente assedio da parte di Ludovico, Imperatore del Sacro Romano Impero, che conquista la città nell’876. Bari torna a essere così un podere dei Longobardi, che nel frattempo erano entrati alle dipendenze dell'Impero.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il ritorno dei Bizantini (dall’876 al 1071) – I Longobardi vengono nuovamente sconfitti dai Bizantini nell’876. E questa volta i greci fanno della città un loro avamposto, elevandola a Catepanato, massima epressione politica dell’Impero. Rimandiamo a un altro articolo più approfondito la storia della Bari Bizantina, i cui resti sono ancora oggi visibili ad esempio con la chiesa della Vallisa (del IX secolo) e con quella di San Gregorio (eretta nel 1015).  Bari in quel periodo dovette far fronte a numerose incursioni: una delle più famose sarà quella del 1002 ad opera dei Saraceni che posero sotto assedio la città, poi salvata grazie all’aiuto di Venezia. La festa della Vidua Vidue ricorda proprio la liberazione di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I Normanni (dal 1071 al 1189)  - I Normanni, popolo scandinavo stabilitosi in Normandia, regione al nord della Francia, furono portati in città dai signori di Bari, pagati per scatenare una guerra contro i Bizantini. L’obiettivo fu raggiunto e Roberto il Guiscardo conquistò Bari nel 1071. È di questo periodo la traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari, nel 1087. Furono prese in consegna dall'abate Elia e collocate nel monastero di San Benedetto, finché non si decise di costruire una nuova chiesa per il santo: l’attuale Basilica. Durante la dominazione normanna Bari viene però rasa al suolo. Nel 1156 il re Guglielmo il Malo per punire i baresi che si erano ribellati devastandogli il Castello incendia tutto lasciando in piedi solo gli edifici sacri. I baresi sono così costretti a lasciare la città, che verrà ricostruita solo a partire dal 1160 con l’ascesa al trono del figlio del “Malo”: Guglielmo “il Buono”.  


Gli Svevi (dal 1189 al 1268) - La linea maschile della dinastia degli Altavilla, i Normanni che governavano il Meridione, si estingue. L’unica erede, Costanza d'Altavilla, sposa Enrico VI e così Bari passa sotto lo scettro della germanica dinastia Sveva degli Hohenstaufen, da cui discende Federico II. L’imperatore sarà tra il 1233 e il 1240 l’artefice del restauro e della fortificazione del Castello: l’attuale portale federiciano, il vestibolo, la loggia, i bastioni e le mura interne sono tutti risalenti a quel periodo. Gli Svevi lasciano Bari quando il conte francese Carlo I d'Angiò conquista l'Italia meridionale, compresa Bari, nel 1268.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli Angioini (dal 1268 al 1442) – Durante il governo degli Angioini Bari passa un periodo oscuro, continuamente minacciata e conquistata da uno o l'altro dei componenti della stessa famiglia Angiò e relegata a dover consegnare il suo fiorente commercio nelle mani di Veneziani, Fiorentini e stranieri in genere. Simbolo della presenza degli angioini è l'Arco posto ad accesso di Piazza San Nicola, aperto da Carlo II.  Poi sotto la regina Giovanna II d'Angiò diviene duca di Bari il principe di Taranto: Giovanni Antonio del Balzo Orsino. Durante il suo governo viene fortemente odiato dai baresi, tanto che alla sua morte i cittadini distruggono il Fortino eretto nel 1440 dal principe.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli Aragonesi e gli Sforza (dal 1442 al 1557) – Il regno di Napoli nel 1442 viene conquistato da Alfonso V d'Aragona, regione della Spagna orientale. Salendo al trono il re conferma la signoria di Bari a Giovanni Antonio del Balzo Orsino, fino alla sua morte nel 1463. L’anno dopo Bari passa agli Sforza, casata milanese che aveva aiutato gli aragonesi nella guerra di successione. Nel 1501 Isabella d’Aragona, moglie di Galezzo Maria Sforza, diventa duchessa di Bari che governerà fino al 1524, cercando di abbellirla e aiutarla a uscire dal buio periodo angioino. Particolare è il suo tentativo di rendere Bari un'isola creando un canale navigabile e collegando la città all'esterno per mezzo di ponti. L'opera non vide mai la luce perché la città venne travolta dall'alluvione dell'ottobre 1567: di essa rimane solo il toponimo di Marisabella, attribuito al punto in cui il canale navigabile aveva inizio. Fu lei poi a ricostruire il Fortino così come oggi lo vediamo. Alla sua morte il ducato passa alla figlia Bona Sforza, il cui mausoleo si trova nella Basilica di San Nicola.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli Spagnoli (dal 1557 al 1713) - Dopo la morte di Bona Sforza avvenuta nel 1557, Bari rientra nei possedimenti della corona spagnola, cui il regno di Napoli era ormai soggetto da decenni. La città, feudo non ereditario e quindi non appetibile, ritorna ad inabissarsi in un periodo oscuro fattodi soprusi, violenze e prevaricazioni. La popolazione viene lasciata in balìa dei turchi che si aggiravano per le coste: entrando facilmente in città rapivano persone che poi vendevano al mercato degli schiavi o per i quali chiedevano un riscatto. Ci furono sommosse popolari, una delle quali coincise nel 1647 con quella di Masaniello a Napoli. Ma quello ciò che distrusse realmente la città fu la peste del 1656 che uccidendo 12mila anime ridusse a soli 6mila gli abitanti di Bari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli Asburgo (dal 1713 al 1734) – Nel 1713 il Napoletano passa sotto gli Asburgo d'Austria e del loro imperatore Carlo VI. Anche questo non è un gran periodo per Bari: se Napoli iniziava a respirare l'aria dell'illuminismo e della gran cultura, le provincie acquisite, tra cui Bari, vengono lasciate al loro destino. 

I Borbone di Spagna (dal 1734 al 1798) - La guerra di successione polacca, dopo la pace di Vienna, porta sul trono di Napoli Carlo III Borbone di Spagna. Il re visita la città nel 1741 con la moglie Maria Amalia Walburga e dà il via a varie opere pubbliche.  All’ingresso del Fortino si trova una targa che ricorda la concessione dei lavori. Nel 1759 il regno passa al figlio Ferdinando IV che autorizza l’espansione della città al di là delle mura medievali. I lavori non verrano però portati avanti per gli stravolgimenti politici che di lì a poco trasformeranno l’Europa e l’Italia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I Francesi (dal 1799 al 1815) - Nel 1799, durante la breve esistenza della Repubblica Napoletana, Bari si dà un governo provvisorio rivoluzionario. Nello stesso anno Ferdinando IV rioccupa il trono, ma il potere dei Borbone in Italia meridionale è ormai compromesso e nel 1805 l’Imperatore Napoleone li dichiara decaduti. ll Mezzogiorno viene occupato dal fratello Giuseppe Bonaparte, mentre i Borbone si rifugiano in Sicilia. Nel 1806 Giuseppe arriva a Bari come re di Napoli per poi lasciare il suo posto al cognato Gioacchino Murat, nel 1808.  Bari deve a quest’ultimo l’esser divenuta capitale dell'omonima terra sottraendo il privilegio a Trani. Murat il 25 aprile 1813 fa partire i lavori per il nuovo borgo extramurale, appunto il quartiere murattiano. La prima pietra viene posta all'incrocio tra gli odierni corso Cavour e corso Vittorio Emanuele II.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il ritorno dei Borbone (dal 1815 al 1860) -  Dopo la caduta di Napoleone e del suo Impero, Bari torna ai Borbone di Spagna, ma il progresso della città voluto da Murat continua. Cominciano a sorgere i primi palazzi su corso Ferdinandeo (l’attuale corso Vittorio Emanuele) e nel 1817 viene edificato il mercato delle derrate alimentari (la Sala Murat), fino ad arrivare all’inaugurazione del teatro comunale Piccinni nel 1854.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Bari entra a far parte dell'Italia Unita (ottobre 1860) - Il 22 maggio 1860 Ferdinando II muore e lascia il regno al figlio Francesco II (che proprio a Bari aveva conosciuto sua moglie Maria Sofia Amalia). Ma il giovane re nell'ottobre 1860 viene deposto: Bari entra a far parte dell’Italia unita mettendo così fine 3 millenni di dominazioni straniere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Francesca Canonico
Scritto da
mercoledì 9 novembre 2016
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  • nick45 - Molto interessante, un riassunto che racchiude tre millenni, brava Francesca.
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  • Vincenzo - Interessante excursus della storia della città che sento anche mia da cui prendere spunto per innumerevoli approfondimenti. Grazie
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